per gentile concessione di IHP Italian Horse Protection
in foto: per gentile concessione di IHP Italian Horse Protection

L’infortunio al cavallo del Leocorno durante la settima chiamata nei canapi, la caduta di Stefano Pira (detto Scangeo), costretto a lasciare piazza del Campo in barella dopo essere stato disarcionato dal cavallo del Bruco che è rimasto nel cuore di tutti per quegli occhi sbarrati e quell'inquietante frenesia che lo faceva scalpitare furiosamente, i cavalli di Istrice e Civetta esclusi dalla gara già al mattino dopo il parere della commissione veterinaria perché entrambi avevano riportato traumi durante le prove dei giorni precedenti.

Un cavallo che “scompare” dalle immagini televisive e, alla fine, il cavallo di Valdimontone costretto a ricorrere alle cure dei veterinari dopo l’inizio della corsa, come denunciato almeno da uno spettatore e dalle riprese di un tv privata.

Questo Palio di Siena 2022, attesissimo perché il primo dopo la pandemia, ha lasciato ancora una volta diversi cavalli feriti, polemiche e segnalazioni di irregolarità e di incidenti volontariamente esclusi dalle immagini televisive, come da contratto tra gli organizzatori e le emittenti tv. E soprattutto la domanda: deve per forza scapparci il morto per chiederci senza remore quanto vale la vita di un cavallo?

Le denunce di chi ha assistito al Palio di Siena 2022

Spingono a farci ulteriormente questa domanda diverse mail, con richiesta di anonimato, che sono giunte in redazione dopo la pubblicazione del nostro articolo che segnalava l’inutilità della conta dei feriti nel momento in cui si registra, soltanto osservando la corsa, una completa mancanza di rispetto per il benessere animale.

«Ero lì e ho assistito all'azzoppamento di un animale. Era il secondo giro quando alla curva di San Martino il cavallo del Valdimontone, ultimo, è caduto. Ho visto coi miei occhi il garretto fratturato e il sangue sulla pista. Quando ho tentato di fotografarlo, mi hanno minacciato. Indagate», ci ha scritto un lettore che chiede «massimo riserbo attorno alla mia segnalazione: esco con una senese, ma sono un' animalista».

E queste parole sembrano essere confermate dallo speaker di Canale 3 TV che al minuto 1:00 del video che si può guardare su YouTube parla apertamente di “caduta del cavallo di Valdimontone”.

Il tutto “tralasciato” con grande naturalezza dalle telecamere di LA7, in diretta nazionale, e di Pierluigi Pardo, stimato giornalista sportivo forse più avvezzo alle dinamiche del calcio che a quelle dell’ippica, ma sicuramente a conoscenza dell’impegno della sua emittente a non trasmettere, e a commentare, immagini lesive in qualsiasi modo della folcloristica, e anacronistica, corsa.

Quelle frustate al Palio di Siena in diretta Tv

E poi ci sono quelle frustate. Fulvio Cerutti de La Stampa le ha anche contate, commentando altre immagini mostrate da LA7, visibili su YouTube che mostrano chiaramente la veemenza dei colpi assestati nelle ultime battute della corsa. Sono le frustate assestate con violenza da Giovanni Atzeni detto Tittia, il fantino in groppa al cavallo esordiente Zio Frac. Una ventina di colpi secchi per spronare ad una corsa sempre più folle il castrone baio di sette anni che alla fine ha tagliato il traguardo. Il cavallo fortunatamente non è caduto, non si è infortunato, come invece sembra essere successo invece almeno ad uno dei due cavalli rimasti indietro alla partenza.

Ma quanto vale la sofferenza di un essere vivente nella personalissima scala di valori di un estimatore di una corsa equestre come quelle che si disputano nei palii che spuntano come funghi durante le estati italiane? «La tradizione non vale la vita di un essere senziente – taglia corto il presidente dell’Oipa, Massimo Comparotto. – Abbiamo letto dichiarazioni paradossali del sindaco di Siena, Luigi De Mossi, che ha affermato di aver fatto ritirare i due cavalli infortunati per la “salvaguardia e la tutela degli equini”, a suo avviso “tema centrale”. Se così fosse, dovrebbe abolire la competizione, che ha visto negli anni decine di cavalli morti e infortunati. Ricordiamo da ultimo Raol, il cavallo abbattuto nel 2018 dopo essersi rotto una zampa, diventato il simbolo delle vittime del Palio di Siena. Questi tornei sono competizioni anacronistiche spesso fatali per gli animali. Per questo motivo, da sempre, ne auspichiamo l’abolizione».

Quanto costa il Palio di Siena

Organizzare un palio, a Siena, costa dagli 800 mila euro in su, almeno a quanto pubblicato da Comune in relazione alle spese sostenute per l’anno 2013. Si va dalle spese riguardanti la fornitura dei soprallassi e dei buoi, per la convenzione – valida per l’anno intero – con la clinica per la cura dei cavalli infortunati, con il Corpo Forestale dello Stato e per l’acquisto di sostanze per i cosiddetti saggi immunoenzimatici per identificare i farmaci nello screening dei prelievi per i cavalli.

Poi ci sono la realizzazione di pergamene e bandierini per la cerimonia del Masgalano, la consegna del Mangia, l’acquisto di kit per i prelievi, una convenzione con il Corpo Forestale dello Stato, e quella con l’università di Pisa per il supporto tecnico scientifico per l’uso di farmaci. Ancora il compenso per il noleggio dei cavalli che hanno partecipato alla tratta e al palio, le spese per il maniscalco, per pagamento lavaggi e manutenzione monture, i servizi tecnici riguardanti i palchi, manutenzione delle strutture, stendere e togliere il tufo dalla pista, assistenza e sorveglianza  durante il palio. Rimborsi ai veterinari e mossiere, spese di ospitalità, pernottamento  e ristoranti per mossiere, veterinari ed ospiti.

Inoltre ci sono i costi per l’addestramento dei cavalli e per la manutenzione delle piste di Mociano e Monticiano, dove si allenano i cavalli che parteciperanno alle selezioni per la corsa. Non sono spese folli per un evento che ha una ricaduta fortissima sull’economia della città toscana: basti pensare che partecipare ad una cena di contrada, tavolate a cui si può partecipare a pagamento nelle sere prima del palio che hanno lo scopo di raccogliere fondi per le contrade stesse, supera mediamente i 50 euro a persona.

Ma il vero giro di affari che circonda il Palio di Siena non sarà mai completamente ufficiale. Perché oltre ai resoconti del Comune, alle sovvenzioni attraverso le cene ufficiali, all’indotto su alberghi e ristoranti, c’è il mondo sommerso che gira intorno ai pagamenti per le prestazioni dei fantini, di cui si fantastica nei bar oscillando tra cifre irrisorie a cifre da da capogiro, ci sono le donazioni a favore delle contrade da parte di nobili, associazioni o semplicemente benestanti, c’è il giro delle scommesse clandestine.

Perché il Palio, a Siena, è davvero nel dna dei senesi e per vincere il palio, come ha candidamente raccontato al commentatore di LA7 un ex fantino «si fa veramente di tutto». Ma il "tutto" è sempre “per sentito dire” perché di contradaioli che abbiano vuotato il sacco sulle cifre e su ciò che è preferibile tacere non ce ne sono. E le cose che è meglio non dire, e non scrivere, come dimostrano le mail arrivate in redazione, riguardano anche la salute dei cavalli.

Richichi di Italian Horse Protection: «Chi ha notizie, ci scriva!»

Anche il report sulla corsa di Italian Horse Protection fa la conta degli incidenti e annuncia di aver scritto al Comune di Siena per avere chiarimenti sulle condizioni dei cavalli feriti: «Come abbiamo raccontato nelle nostre precedenti uscite – spiega il presidente Sonny Richichi – due dei dieci cavalli partenti al palio di Siena dello scorso 2 luglio non erano stati ammessi alla corsa a causa di infortuni nelle prove (parliamo di Vankook e Schietta). Un terzo cavallo, Volpino, è stato ritirato durante la mossa, anche qui per infortunio nelle concitate fasi pre-partenza.

Sempre negli stessi frangenti avveniva la caduta di Uragano Rosso, il cui fantino veniva portato fuori in barella». Ma le parole del presidente di IHP non si limitano alla constatazione degli incidenti già in conto, sottolineando invece l’anomalia di un cavallo “scomparso” dalle immagini televisive. «Partivano dunque in sei, ma già alla partenza notavamo un’anomalia: un cavallo rimaneva piantato alla partenza: dopo neanche mezzo giro era già staccato dagli altri cavalli di centinaia di metri e già dopo un giro spariva dalla pista. Si tratta di Vitzichesu, per la contrada di Valdimontone. Alcune voci, di persone che erano presenti al palio, ci hanno riferito di un serio infortunio, ma nessuno ne ha fatto menzione. Solamente nelle immagini proposte da Canale3 Tv, lo speaker parla apertamente di “caduta” del cavallo di Valdimontone».

Proprio perché anche questo incidente non venga nascosto e soprattutto affinché venga resa nota la condizione del cavallo ferito. Un appello a cui anche noi ci associamo: mandare delle mail anonime o in cui si chiede alla redazione di Kodami di denunciare ma non sostenuti da una denuncia vera e propria alle autorità competenti di certo non aiuta il lavoro di noi giornalisti basato sulla verifica e la correttezza né soprattutto la salvaguardia, appunto, di esseri senzienti.

Richichi chiede dunque l’aiuto di chi ha visto qualcosa e Kodami sostiene il suo appello. «Chiediamo a chi abbia notizie di Vitzichesu, e di ciò che gli è accaduto al palio del 2 luglio, di fornircele anche in forma anonima. Nel frattempo abbiamo scritto al Comune di Siena per avere notizie dei quattro cavalli, specificando “vorremmo gentilmente chiedervi notizie sulle condizioni di salute di quattro cavalli ritirati dal palio del 2 luglio, o che non hanno portato a termine lo stesso: Vankook, Schietta, Uragano Rosso, che si vede agitatissimo nei lunghi minuti che precedono la caduta, e Vitzichesu della contrada di Valdimontone».

Non solo al Palio di Siena. Felicetti di LAV: «A quando lo stop del ministro Speranza?»

Che gli incidenti, fratture e cavalli feriti anche a morte, non accadano solo a Siena è scontato e purtroppo, confermato dalla cronaca di questi giorni. Lo sottolinea Gianluca Felicetti, presidente di LAV, con un tweet che si riferisce alla morte di un cavallo, stramazzato a terra durante una manifestazione folcloristica, la tradizionale Ardia in onore di Santa Maria della Rosa, a Seneghe. Sabato 2 luglio, intorno alle 12:00 il grave incidente ha infatti portato alla morte del cavallo, per infarto secondo quanto dichiarato dei veterinari intervenuti, e la caduta del giovanissimo fantino.

Secondo la tradizione l’Ardia di Seneghe prevede la partecipazione di una ventina di cavalieri che devono compiere tre giri attorno alla Chiesa in senso antiorario e altrettanti in senso orario, per poi chiudere con un galoppo lanciato in uno spazio piuttosto ristretto. «Altro cavallo morto, ucciso, fatto correre all'Ardia di Seneghe in Sardegna. Palio fatto correre a mezzogiorno. Ministro Speranza, dato che non ci arrivano Sindaci e Prefetti, a quando la sua Ordinanza di divieto per evitare altre tragedie?» Chiede Felicetti.

Foto di copertina IHP Italian Horse Protection