Un cucciolo di capriolo è stato ferito da una falciatrice in un prato dell’entroterra ligure.

In condizioni critiche, l'animale è stato trasportato al Cras di Genova, gestito dall’Enpa, dove si trova ricoverato ma fuori pericolo. Quella della falciatura è una minaccia pericolosissima per i “bambi”, che le madri sono solite nascondere nell’erba mentre si allontanano alla ricerca di cibo.

«Spesso consigliamo di non recuperare i piccoli caprioli, in quanto non abbandonati ma solamente in attesa che la madre torni a prendersi cura di loro», spiegano i volontari del primo soccorso per animali selvatici. «Non è questo il caso di questo piccolo, ferito gravemente da una falciatrice e quindi bisognoso di urgente soccorso. Purtroppo tantissimi come lui, ogni anno, rimangono vittima di questi macchinari e non ci stancheremo mai di ricordare di fare tanta attenzione durante il loro utilizzo in questa stagione di nascite».

Grazie ai raggi eseguiti con un macchinario donato al Cras dai cittadini e dalla fondazione Capellino, che opera per la salvaguardia della biodiversità e la lotta al cambiamento climatico, il veterinario ha potuto verificare l’assenza di fratture: «Al capriolo non resta dunque che riposare, ricevere cure e, piano piano, recuperare il movimento per essere da adulto rilasciato in natura».

Nell'erba alta o nel bosco, i piccoli di capriolo sono al sicuro da minacce provenienti da altre specie animali che potrebbero predarli ma non incolumi dall'intervento umano. Oltre al pericolo di rimanere falciati dai macchinari utilizzati da contadini o agricoltori per gli interventi ai terreni di stagione, i cuccioli sono sempre a rischio di essere toccati o portati via da escursionisti o persone di passaggio che credono con il loro gesto di salvarli. In realtà, in questo modo la madre non li riconoscerà più e loro saranno condannati a morte rimanendo senza nutrimento.

Lo ribadiscono anche i Carabinieri Forestali della Liguria: «Nei primi giorni di vita questo comportamento è naturale e volto a ridurre il rischio di essere predato. Per favorire la sopravvivenza dei piccoli non bisogna toccarli o spostarli ma lasciarli dove sono ed allontanarsi, così la madre, che si trova nei paraggi, può tornare ad accudirlo. In caso contrario l' odore umano può mutare quello del piccolo e la madre, che si è allontanata solo temporaneamente, può non riconoscerlo ed abbandonarlo. Anche in caso di evidenti segnali di malessere resta comunque valida la regola di non toccare i piccoli e contattare i forestali per le verifiche necessarie».