Si erano organizzati creando una vera e propria tenuta di caccia, con una sorta di bunker da dove sparare. Volevano passarla liscia, ma i Carabinieri forestali di Caserta li hanno scoperti e hanno posto sotto sequestro tutta l’area. Teatro di questo blitz è la “Vasca” di Grazzanise, uno stagno artificiale dove i due cacciatori di frodo avevano creato uno spazio dove poter uccidere gli uccelli acquatici.

I militari hanno dato esecuzione al Decreto di sequestro preventivo emesso su richiesta della Procura della Repubblica, dal Giudice per le indagini preliminari del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere. La caccia abusiva veniva esercitata anche grazie ad alcuni richiami elettromagnetici vietati dalla legge.

La caccia di frodo è stata scoperta durante un servizio di controllo svolto dai forestali di Caserta insieme al Soarda di Roma su segnalazione della Lipu, la Lega italiana protezione degli uccelli, associazione ambientalista che ha collaborato alle indagini. Le forze dell'ordine appena arrivate si sono potute rendere conto dei versi molto chiari e distinti di uccelli che per intensità, volumi e frequenza, non erano affatto naturali. I cacciatori infatti, proprio in quel momento, stavano usando i richiami artificiali e li intervallavano ad alcuni spari di fucile.

Il blitz dei carabinieri li ha fatti fuggire. Ma all’interno del fortino di caccia i militari hanno individuato un richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico dotato di una scheda Sd che aveva in memoria i versi di avifauna da richiamare, un esemplare morto di beccaccino (Gallinago gallinago), alcune munizioni a piombo spezzato calibro 12, un un telefono cellulare.

Le successive indagini svolte dai forestali sono partite proprio dalla scheda Sim, che ha permesso di risalire al proprietario. Gli 007 hanno denunciato così all’autorità giudiziaria due persone: M.F., di 21 anni, ed M. G. di 19 anni, residenti a Grazzanise. L’attività di indagine ha dato ai militari quegli elementi che hanno fatto rimettere ordine su tutti gli indizi che erano stati individuati: l’appostamento fisso, la presenza dello specchio d’acqua artificiale, il richiamo acustico a funzionamento elettromagnetico, gli stampi in plastica di esemplari di alzavola. Tutti piccoli pezzi di un puzzle che fa emergere l'attività illegale di caccia.

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