16 Aprile 2023
15:00

Cosa succede se il gatto mangia una cimice

Con la bella stagione su terrazzi e balconi e nei giardini tornano le cimici, insetti che possono diventare preda dei gatti. Ma cosa succede se il gatto ne mangia una? Ecco a cosa prestare attenzione.

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Validato dalla Dott.ssa Eva Fonti
Membro del comitato scientifico di Kodami
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Con l’arrivo della primavera e poi dell’estate, sui balconi e nei giardini tornano ospiti purtroppo indesiderati: le cimici, insetti che nella bella stagione, nutrendosi di linfa vegetale, vanno in cerca di piante e fusti da cui cibarsi. Può capitare, quindi, che il gatto mangi una cimice, essendo un predatore che caccia anche gli insetti.

Cosa succede al gatto se mangia una cimice

La cimice, proprio come le mosche e altre insetti, per il gatto può rappresentare una preda. E se alcuni gatti si limitano a cercare di catturarle e poi a “giocarci”, senza mangiarle, altri possono inghiottirle. In linea di massima l’ingestione non causa gravi problemi ai gatti, perché non contengono veleno, ma può succedere che un gatto abbia una reazione allergica.

In questi casi i sintomi si manifestano in diversi modi: può avere difficoltà a respirare, il muso può gonfiarsi o può andare in ipersalivazione e sbavare. In questi casi è bene contattare subito il veterinario, descrivere i sintomi e chiedere se sia necessario portarlo in studio per somministrare antistaminici o cortisone. Ma quali sono le specie di cimici presenti in Italia?

Cimice verde

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La cimice verde (Nezara viridula) è la specie di cimice più diffusa in Italia. Facilmente riconoscibile per il suo caratteristico colore verde smeraldo, trascorrono l'inverno tra le foglie secche, tra le siepi, aspettando la primavere per riprodursi e deporre le uova, con gravi danni per le piante. Le uova si schiudono dopo un tempo compreso tra i 5 e i 21 giorni, a seconda della temperatura, e in estate le uova diventano adulte in 35 giorni. Si tratta di insetti non velenosi e innocui sia per l’uomo sia per gli animali, e se il gatto dovesse mangiarne una non è necessario allarmarsi se non si verificano le già citate reazioni allergiche.

Cimice asiatica

La cimice asiatica (Halyomorpha halys), conosciuta anche come cimice marmorata o cinese, è originaria dell’estremo Oriente. Avvistata per la prima volta nel modenese a partire dal 2012, si è poi diffusa rapidamente in Pianura Padana e in molte altre zone d'Italia. Si nutre di una grande varietà di piante, ed è dunque considerata un grave pericolo soprattutto per le colture. Anche in questo caso, l’ingestione da parte del gatto non è particolarmente preoccupante, a meno di non assistere a una reazione allergica.

Cimice dei letti

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La cimice dei letti è differente rispetto alle due specie precedenti: sono molto più piccole (le dimensioni vano d 1 a 7 millimetri) e si nutrono del sangue degli esseri umani e di alcuni altri animali. Prive di ali, sono di colore rosso-brunastro e sono attirate dal calore corporeo e dall’anidride carbonica. L’ingestione da parte di un gatto può avvenire raramente, trattandosi di parassiti molto piccoli e che tendono a rimanere nascosti nelle tane per uscire solo per nutrirsi, ma il loro morso può causare piccole lesioni pruriginose nei gatti così come negli esseri umani.

Cosa fare se il gatto ha mangiato una cimice

Come detto, se il gatto mangia una cimice non è necessario allarmarsi: l’ingestione non ha conseguenze sull’animale, a meno che non sia allergico. In questi casi è bene fare attenzione ai sintomi già elencati – dalla difficoltà a respirare a muso e naso gonfi passando per iper salivazione – e contattare un veterinario per chiedere come comportarsi.

Prevenzione

Per evitare che un gatto entri in contatto con una cimice e finisca per mangiarla si possono adottate alcuni accorgimenti. Innanzitutto installare zanzariere ed eliminare eventuali punti d'ingresso, sigillando eventuali fessure o intercapedini in cui potrebbero insinuarsi. Di sera è opportuno tenere spente le luci esterne e filtrare quelle interne, se possibile, visto che le cimici sono attratte anche dalla luce, e poi controllare il bucato steso per evitare di ritirare panni in cui questi insetti possono trovare rifugio.

Tenere pulito il giardino è un altro modo per arginare una eventuale “invasione” di cimici: questi insetti si nutrono di piante e depongono le uova sotto le foglie, per cui bisogna prestare attenzione alla vegetazione tenendo in ordine il giardino, soprattutto nei pressi di finestre e porte d'accesso.

Si possono inoltre utilizzare rimedi naturali, che oltre a non essere cruenti non rappresentano un pericolo per gli animali di casa, gatti compresi: aglio, menta, basilico o sapone di Marsiglia da posizionare vicino a porte e finestre sono alcuni tra quelli maggiormente suggeriti.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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