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4 Aprile 2024
14:55

Cosa succede se un gatto mangia un topo avvelenato

Potrebbe essere difficile riconoscere i segnali che indicano se il gatto ha mangiato un topo avvelenato, in questo articolo spieghiamo cosa succede all'organismo del felino e come agire per evitare il peggio.

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Validato dalla Dott.ssa Eva Fonti
Membro del comitato scientifico di Kodami
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Se il tuo gatto mangiasse un topo avvelenato sapresti cosa fare e come riconoscerne i segni? Questa rientra tra le più grandi paure di chi vive con un gatto, soprattutto in contesti dove la pratica di spargere veleno per topi è diffusa, come i contesti industriali urbani o le aree rurali a ridosso di attività zootecniche. Vediamo quindi cosa succede se il gatto mangia un topo avvelenato.

Il topicida si riconosce per il suo colore blu acceso, inoltre l'odore è formulato per non attirare gli animali domestici come cani e gatti, tuttavia se il gatto ingerisce un topo che ha mangiato del veleno, questa accortezza si rivela inutile. Gli effetti del veleno infatti si avranno anche sul gatto, con conseguenze anche mortali per il micio.

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Per questo è bene sapere come riconoscere l'avvelenamento indiretto del nostro gatto e sapere cosa fare per evitare il peggio.

Il gatto ha mangiato un topo avvelenato: i sintomi di avvelenamento

Esistono diversi tipi di rodenticida, i più diffusi sono Wafarin e Dicumarolo che hanno funzione anticoagulante. In questo caso il rodenticida va a interferire con i fattori della coagulazione provocando una serie di emorragie a carico delle mucose, del tessuto polmonare, della parete dello stomaco e dell’intestino. Dopo l'ingestione, la morte del topo avviene in un tempo di circa 5 giorni, ma non è detto che il gatto che a sua volta mangia il topo patisca gli stessi effetti oppure muoia dopo questo lasso di tempo.

topicida
Fonte: AULSS 9 Scaligera

Distinguiamo infatti due tipi di avvelenamento: l'avvelenamento diretto che si verifica quando il topo ingerisce la sostanza tossica, e poi c'è quello indiretto che si ha nel gatto quando mangia l'animale precedentemente avvelenato.

L'avvelenamento indiretto non è meno grave, il gatto infatti presenterà gli stessi sintomi del topo. Gli effetti del veleno nel gatto però saranno più o meno intensi a seconda del tipo e della quantità di veleno assunto dal topo, e anche della capacità del roditore di smaltirlo dall'organismo.

Gli effetti nel gatto, così come la letalità della sostanza, dipendono quindi dalla quantità di veleno presente nel topo. Per questo i sintomi nel felino possono variare molto e all'inizio il pet mate potrebbe non accorgersi neanche che il gatto ha ingerito una sostanza tossica.

I primi problemi cominciano quando il gatto fa un salto, oppure urta contro qualcosa, perché in questi casi per effetto del veleno si creano delle micro emorragie, non visibili all'esterno. Maggiore era la quantità di veleno presente nel topo più diffuse saranno le emorragie.

Altri segni e sintomi che indicano l'ingestione di veleno sono:

  • Vomito
  • Diarrea
  • Mucose pallide

Cosa fare se il gatto mangia un topo avvelenato

Se sospettiamo che il gatto abbia ingerito un topo avvelenato, perché magari abbiamo visto del topicida nei dintorni dell'abitazione o perché lo abbiamo colto sul fatto, allora è bene andare subito dal veterinario.

Dal medico veterinario è importante spiegare perché si sospetta che il gatto abbia ingerito un topo avvelenato, perché in questo caso sono diversi gli esami che si possono effettuare:

  • Test del fattore della coagulazione per scoprire se è stato alterato
  • Emocromo, classica analisi ematica che rileva la quantità di globuli rossi e bianchi
  • Ecografia addominale per mostrare eventuali versamenti di sangue

Durante la visita clinica il medico veterinario valuterà anche lo stato generale del gatto e l'eventuale pallore delle mucose. A seconda dello stato del micio il professionista consiglierà la terapia adeguata.

Per alcuni tipi di veleno per topi esiste infatti un antidoto. Se il gatto invece è stato colto sul fatto mentre ingeriva il topo il veterinario potrebbe indurre il vomito per aiutarlo a espellere il veleno. Se il gatto invece arriva già in emorragia la situazione cambia molto, in questo caso farlo vomitare sarebbe inutile: i parametri vitali dell'animale andranno stabilizzato e in seguito saranno effettuate delle trasfusioni.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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