16 Marzo 2023
17:46

Cosa fare davanti a un animale selvatico in difficoltà? I consigli sul sito del Comune di Pieve Emanuele

Sul sito del Comune milanese di Pieve Emanuele, territorio su cui si estende l'Oasi protetta di Tolcinasco, c'è una rubrica che ha l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sulla natura, sensibilizzando gli umani a comportamenti più etici e responsabili nei confronti di flora e fauna.

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L'Oasi naturalistica dei laghetti di Tolcinasco, nel comune di Pieve Emanuele, in provincia di Milano, è un territorio bellissimo di 100mila metri quadrati tutto da difendere.

È questo il motivo per cui sul sito istituzionale del Comune esiste una pagina dedicata che ha l’obiettivo di promuovere una maggiore consapevolezza sulla natura dell'area protetta e, in generale, di tutto il circondario.

Osservare le migrazioni degli uccelli, notare il cambiamento dei colori delle piante, accorgersi della presenza degli animali anche attraverso i suoni può insegnare a riconoscere i segnali dei cambi di stagione e ad apprezzare le ricchezze del territorio.

Un percorso guidato da un esperto che ogni mese nutre la curiosità dei lettori con preziose pillole di conoscenza per valorizzare le enormi valenze ambientali e monumentali  ancora troppo poco conosciute di Pieve Emanuele e per sensibilizzare i cittadini alla cura e alla tutela di un delicato ecosistema.

Per farlo c’è anche un’altra pagina dedicata, curata da esperti che spiega esattamente cosa fare nel momento in cui ci si imbatte in un animale in difficoltà, considerando che con l'arrivo della bella stagione i casi aumentano: rivolgersi subito alla Protezione Civile territoriale che collabora in modo regolare con il CRAS di Vanzago, chiamando il numero 348/9502407.

Il Centro di Recupero Animali Selvatici si trova nella parte più interna dell’oasi Bosco Wwf di Vanzago, a circa 20 chilometri da Milano. È una struttura istituita e riconosciuta dalla Regione Lombardia nel 1995 che offre accoglienza, degenza, cura, riabilitazione e reinserimento in natura di esemplari di fauna selvatica autoctona.

Opera 365 giorni all’anno e gli esemplari del centro non provengono soltanto dai boschi circostanti, ma da tutta la Regione e oltre: grazie alla sensibilità di chi ha a cuore la natura, ogni anno arrivano al CRAS più di 4500 esemplari di animali selvatici, dato purtroppo sempre in costante crescita.

I ricoveri più frequenti riguardano merli, rondoni, germani reali, cince, codirossi, allocchi, gufi, civette, gheppi, poiane e sparvieri tra gli uccelli e poi ricci, scoiattoli, conigli selvatici, caprioli, volpi e tassi tra i mammiferi.

L’attività del CRAS non fa che seguire il percorso di recupero del selvatico che inizia spesso dal cittadino, il quale ricopre il ruolo fondamentale di segnalatore, per poi allargarsi a una rete operativa che coinvolge le Forze di polizia provinciale, la Forestale, le guardie ecologiche volontarie.

Gli animali selvatici, anche se in gravissime difficoltà, non si danno per vinti fino all’ultimo istante, e quando giungono nelle mani dell’uomo ormai sono allo stremo delle forze.

Ed è proprio in questo momento che entrano in scena i soggetti preposti che recuperando l’animale ferito e tenendolo in sicurezza, permettono loro di arrivare ad essere accolti, curati e poi rilasciarli in libertà dal Centro recupero.

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Simona Sirianni
Giornalista
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