Abbattimento o deportazione per i cinghiali urbani genovesi che ormai conoscono ogni angolo della città, comprese le strade a scorrimento veloce come la Sopraelevata dove due notti fa si sono fatti una passeggiata di 4,5 chilometri. Queste le premesse su cui la politica del sindaco di Genova si è sempre basata sulla presenza di ungulati nella "Superba".

Finora, a parte il recente caso di una donna morsa ad un braccio mentre mangiava un trancio di pizza in spiaggia, non ci sono stati incidenti gravi. Sì: centinaia di avvistamenti in giardini pubblici, in cortile di scuole e ovviamente in carreggiata senza ma sempre senza provocare sinistri stradali.

Tuttavia la percezione di pericolo da parte dei cittadini è alta, complice la mancata alfabetizzazione sulla convivenza di specie in ambito urbano che l’etologa Federica Pirrone ha spiegato a Kodami. Incalzato dai giornalisti, il sindaco di Genova è tornato sull’argomento. Già nel 2017 per lui la questione era risolta, da “uomo del fare” come gli piace definirsi aveva firmato un’ordinanza che consentiva l’abbattimento degli ungulati in città. Ne seguirono altre due con lo stesso obiettivo e tutte e tre furono annullate dal Tar in seguito al ricorso degli animalisti che, oltre a giudicare la decisione una mattanza, avevano espresso contraddittorietà rispetto al pericolo di vivere, dall’oggi al domani, in un “far west” dove si sarebbe potuto assistere a scene come quelle di agenti che sparavano ai cinghiali su suolo pubblico.

Oggi, però, le parole di Bucci sono molto più soppesate di un tempo: «Soluzioni per il problema cinghiali ce ne sono tante, ma bisogna essere tutti d'accordo, dagli animalisti ai cittadini: certamente è un'emergenza che dobbiamo risolvere», ha detto a margine di un evento istituzionale.

«Portarli via dalla città e rimetterli nel loro habitat dovrebbe essere la cosa giusta. A me non interessa l'abbattimento, mi interessa che i cinghiali vengano posizionati fuori dalla città – ha poi aggiunto – Sono i veterinari che dovranno decidere i numeri e le modalità come l’utilizzo di proiettili per addormentarli. Non è possibile avere i cinghiali in città e non sono solo io a dirlo: chiedete a qualunque cittadino se è favorevole alla presenza dei cinghiali nelle nostre strade».

Alla deportazione dei cinghiali in natura, gli amministratori dei Comuni dell’entroterra hanno subito alzato gli scudi. Tra i primi a prendere parola via social la sindaca di Serra Riccò, Angela Negri: «Portarlo fuori dove? Vorrei ricordare al sindaco Bucci che non solo Genova ha questo problema ma la Città metropolitana nel suo complesso, inoltre cosa serve spostare il problema? I nostri boschi non sono più di nutrimento per loro, sono sporchi morti e abbandonati, solo il presidio rurale e la manutenzione del territorio potrà aiutarci a risolvere in parte il problema e soprattutto potrà aiutarci a combattere il dissesto idrogeologico».

Quello del rilascio nei terreni ai margini della città è, tra gli altri, uno degli elementi che vanno a comporre il complesso mosaico dell’emergenza cinghiali. Nessuno coltiva più le terre, i Comuni non hanno bandi a disposizione o risorse per un ritorno alle coltivazioni e il cinghiale che fa? Scende in città, impara ad attraversare sulle strisce, a camminare in fila indiana a bordo strada e soprattutto a prendere il cibo dagli umani. Questo è un punto di svolta nell’analisi del problema: nessuno dovrebbe dargli da mangiare né frutta, né verdura e tanto meno pane o focaccia e crocchette per i gatti. Il cinghiale è uno "straordinario opportunista" per definirlo con le parole del naturalista Paolo Rossi, e per gli ungulati il passo dalla carota alla pizza quattro stagioni in spiaggia è pressoché automatico.

Che fare allora? L’assessore alla sicurezza Sergio Gambino ha rilanciato l’idea delle recinzioni a monte come aveva già suggerito uno dei massimi esperti sulla fauna selvatica, il professore Andrea Marsan.

Potrebbe funzionare? È presto per dirlo, la protezione civile sta lavorando al rendering del progetto con le casistiche e valutando la possibilità di riuscita. Nel frattempo il presidente del municipio Levante (dove i cinghiali occupano le spiagge), Federico Bogliolo, ha convocato una cabina di regia in Prefettura per l’adozione di provvedimenti urgenti.