I residenti di Vicolo Sebastiano Venier a Treviso hanno pensato subito all’ennesimo caso di abbandono in un’auto chiusa  quando passando vicino a una macchina un po’ trasandata hanno scorto una cagnolina che dormiva all’interno.

Ed è per questo che si sono attivati immediatamente facendo una segnalazione agli agenti di polizia, i quali sono arrivati rapidamente con i Vigili del Fuoco. Insieme, a loro anche un veterinario dell’Ulss che, effettuando un esame esterno dell’animale, non ha riscontrato alcun segno di disagio.

Anzi, nonostante l’età avanzata, la cagna è apparsa sana e vigile. Una situazione strana quindi, chiarita però in breve tempo. Infatti, nonostante fosse plausibile il rischio che si trattasse di un reato di maltrattamento, dopo le prime indagini si è scoperta un’altra realtà.

La cagnolina non era stata abbandonata, ma soltanto lasciata al caldo perché il suo pet mate, un uomo sui 50 anni, la sera precedente aveva richiesto ospitalità alla sede della Caritas la quale, però, avrebbe accolto soltanto lui e non il cane.

L’uomo, aveva quindi rifiutato l’invito decidendo di passare la notte in auto con la sua compagna per non lasciarla sola. Solo al mattino si era allontanato, lasciando la cagna nell’auto parcheggiata all’ombra.

Gli agenti hanno così deciso che non c'era la necessità di forzare l’auto per far uscire l’animale e soccorrerlo e quindi si sono allontanati, lasciando la cagnolina a dormire tra le coperte distese sui sedili dell’auto dal suo umano, evidentemente solo in forti difficoltà economiche.

Condizione che, però, che non gli hanno comunque impedito di prendersi cura della sua compagna di vita. Almeno fino a quel momento. Gli agenti, in ogni caso, continueranno a monitorare la situazione.

Ciò che è successo a Treviso, accade spesso anche in altre città. Infatti, pur essendo cosa nota ormai che, quando arriva il freddo, i senzatetto accompagnati da un animale domestico rifiutano di andare nei centri di ospitalità che non accolgono anche i loro animali, la risposta a questa urgenza tarda ad arrivare. Sono infatti, pochissime in Italia le strutture aperte agli animali.

I gestori di molti centri d’accoglienza e mense impediscono infatti ai clochard d’entrare se si presentano con il loro compagno di vita, senza comprendere che per queste persone quell'animale non è un semplice cane, ma è famiglia. E proprio per questo, preferiscono dormire al freddo. Un’imposizione che, però, è un po' come accettare che si possano ammalare o, peggio, morire di freddo.

Inoltre, c'è anche un altro fatto: condizionare l’offerta di un letto o di un pasto caldo, all’abbandono del proprio cane, perché di questo si tratta, mette a repentaglio anche la vita del cane. Aggiungendo un piccolo, ma per nulla irrilevante dettaglio, che l’abbandono di un animale è condannato anche dal Codice penale.