Pescasseroli

Stop a casette mobili e campeggi sul territorio del Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise (Pnalm.) Lo ha deciso il Consiglio di Stato con una sentenza che mette la parola fine alla vicenda delle 71 mobil home site in un camping di Pescasseroli.

Proprio nei pressi del Comune in provincia dell'Aquila, sede dell'ente gestore del Pnalm, erano sorte numerose casette, che a partire dagli anni Novanta si erano sviluppate sempre di più, attirando l'attenzione del Parco.

La controversia legale parte nel 2012 quando l’Ente Parco aveva mandato un'ingiunzione per la demolizione delle casette presenti nel camping realizzato in assenza del Nulla Osta del Parco. Nel cuore del Parco era sorto così un complesso con numerosi bungalow, realizzati progressivamente e costantemente fin dagli anni novanta.

L’illiceità di queste strutture nel corso degli anni è stata al centro di «numerosi procedimenti penali che, tuttavia, erano stati definiti prevalentemente con declaratorie di prescrizione», spiegano da Parco. Tuttavia, i manufatti abusivi restavano anche davanti all'ordinanza di demolizione emanata dall'Ente Parco. Anzi, proprio questo provvedimento era stato impugnato impugnata davanti al TAR.

La Sentenza di primo grado aveva confermato la legittimità del provvedimento demolitorio, ma era stata di recente appellata davanti al Consiglio di Stato. È proprio in questa sede che i giudici hanno definitivamente riconosciuto le ragioni del Parco e sancito una volta per tutte il «carattere abusivo» delle costruzioni.

«La Sentenza – fa sapere il Pnalm – segna un’altra tappa nella storia delle battaglie legali del Parco e forma giurisprudenza sul rapporto tra normativa edilizia, nella specie dettata dalla Regione, e normativa dei Parchi, riconoscendo a quest’ultima il carattere di specialità e prevalenza: nei territori dei Parchi, infatti, anche le attività, quali appunto l’installazione di mobil home, qualificate dalla Legge Regionale come di edilizia libera, richiedono comunque il rilascio del nulla osta del Parco».

Una buona notizia per che fa giurisprudenza per tutti i Parchi nazionali, nella sempre più complessa gestione delle comunità umane che vi abitano. Ora le case del camping di Pescassseroli saranno demolite, con il sollievo dell'Ente, e della ricca fauna selvatica che vive nel Parco.

I motivi di conflitto tra umani e specie selvatiche, come visto con la vicenda del Pastore tedesco e dell'orso marsicano Juan Carrito, sono già numerosi nel territorio abruzzese. L'ulteriore espansione antropica in un contesto che dovrebbe salvaguardare l'ecosistema naturale rischia di far entrare in contatto specie che invece non dovrebbero mai trovarsi in prossimità le une delle altre.