brigitte bardot

Da mito vivente del cinema ad animalista convinta, il passaggio è stato rapidissimo. Aveva solo 38 anni ed era nel pieno della sua carriera Brigitte Bardot, quando per la prima volta scoprì  in sé una forte sensibilità nei confronti degli animali. Fu una capretta a farle cambiare completamente vita e passare dalle notti folli di Saint Tropez alla lotte in difesa della fauna. Era il giugno 1973 e l'attrice durante le riprese del film “Colinot l’alzasottane” non ci pensò due volte a salvare quel povero animale che sarebbe diventato il pranzo per la comunione della nipote della proprietaria. Bardot lo comprò per renderlo libero e quello fu il suo ultimo film. Da quel momento l'icona sexy degli anni 70, la donna che aveva fatto innamorare Jean Paul Belmondo con i suoi occhi capaci di stregare chiunque, abbandona lo show business per dedicarsi completamente alla causa animalista.

Il docufilm che racconta l'addio alle scene e la svolta animalista

Eì questa la storia raccontata in “Brigitte Bardot, eterna ribelle”, il documentario disponibile on demand su Sky, che ripercorre la vita dell'attrice: dalla fama, le serate, i play boy fino all'addio della carriera in favore di un impegno profondo e di una dedizione infinita per la protezione degli animali. Brigitte Bardot diventa una delle prime attiviste donne e non si risparmia mai. E quando c'è una battaglia da fare scende sempre in campo a fianco con le associazioni. Il suo impegno per la causa diventa una missione che non abbandonerà mai.

La nascita della Fondazione Brigitte Bardot per il Benessere e la Protezione degli Animali

A partire dalla difesa delle foche nel 1977, quando in Canada si fa fotografare accanto ai piccoli di foca destinati a essere uccisi brutalmente con tre colpi di arpione denunciando il massacro. La prima lunghissima lotta che la vede coinvolta é una delle poche vittorie dell’attrice: la caccia agli esemplari nati è stata finalmente proibita. Nel 1986 istituisce la Fondazione Brigitte Bardot per il Benessere e la Protezione degli Animali che finanzia con 3 milioni di franchi raccolti vendendo all’asta i suoi gioielli e altri beni personali, compresa la villa a Saint-Tropez sulla quale Gunter Sachs nel 1966 aveva lanciato in elicottero centinaia di rose, che dona interamente alla Fondazione.

La svolta sempre più animalista di Silvio Berlusconi e quella politica che fa proclami e mai prende decisioni

Vive da tempo appartata e circondata dai suoi animali: cani, maiali, capre, pecore, cavalli, pony, cinghiali, asini, oche, anatre, galline, gatti, la maggior parte salvati da situazioni di disagio o dal macello. L’ultima presa di posizione è stata contro la "Festa del cane" di Barjols, poco lontano dalla Mandrague, evento tradizionale con esibizioni di caccia al cervo con i cani. «Una pagliacciata – la definisce – che utilizza pratiche vergognose che ormai interessano solo a qualche scemo».