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Pesciolini, granchi, meduse, stelle marine, catturati per un gioco che spesso si ritiene innocuo ma che in realtà li condanna a morte. Torna d’attualità, in questa estate 2021, l’appello diffuso dall’Enpa già lo scorso anno affinché ci si abitui sin da piccoli a non scambiare quella che è in realtà una tortura per un divertimento senza conseguenze.

L’associazione ha diffuso un video che a oggi ha totalizzato oltre 5.000 visualizzazioni, e che spiega in modo simpatico e comprensibile ai bambini (grazie anche ai cartoni animati) e agli adulti perché catturare le creature marine con retini e secchiello significhi condannarle a morte certa.

«Anno dopo anno sembra che la “tortura nel secchiello” sia un'abitudione irrinunciabile che anima le spiagge di tutta Italia e si tramanda di padre in figlio. Sì, perché a mostrare l’arte della “pesca con il retino" sono proprio i genitori. «Poi però li rimettiamo in mare» è tra le frasi più gettonate da chi pratica questi crudeli giochi – ricordano dall’Enpa – A sentire le chiacchiere da ombrellone è la cosa più normale del mondo. Invece pochi sanno che tutti gli animali, compresi gli abitanti del mare come meduse, pesci o molluschi, sono protetti e non si possono catturare né imprigionare, neanche temporaneamente. Infatti è un reato ai sensi del Codice Penale articolo 544 bis e ter».

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Enpa ha diffuso anche un breve vademecum da tenere a mente quando, arrivati sulla spiaggia, si incoraggia i bambini a catturare animali marini per osservarli da vicino o per divertimento.

  1. Prendere un granchio, una stella marina o qualsiasi altro animale del mare e metterli nel secchiello equivale a una loro morte certa, anche una volta liberati! L’acqua dentro il secchiello raggiunge infatti alte temperature velocemente, senza che i bimbi possano rendersene conto. Quaranta gradi possono essere fatali per gli abitanti del mare!
  2. Per granchi, meduse e pesciolini retini e secchielli rappresentano una vera e propria tortura. Eppure lasciamo che i nostri bimbi li catturino e li tengano al sole tranquillamente, magari girandoli con le palette o con i rastrelli. Ci chiediamo: insegnereste ai vostri figli volontariamente come torturare un animale?
  3. I bambini che rispettano gli animali, tutti gli animali anche quelli che vivono nel mare, sono adulti migliori. Tra i tanti ad affermarlo, anche uno studio dei ricercatori dell’Università di Cambridge che sottolinea come l’amicizia con un animale sviluppi nel bambino il rispetto verso gli altri e la capacità di relazionarsi con il mondo in maniera equilibrata.
  4. Gli animali del mare hanno tante storie da raccontare. Sapevate che le meduse sono tra i più antichi animali al mondo? E che le orche riescono a nuotare anche dormendo? Mentre metà cervello fa un pisolino l’altra metà rimane sveglia. E che per individuare i pesci un delfino emette fino a 1000 click al secondo? E che i polpi hanno il sangue blu e tre cuori, uno dei quali smette di battere quando nuotano?
  5. Esistono modi più divertenti ed educativi di giocare in mare. Foto subacquee, la gara a chi trova e vede più abitanti del mare, raccogliere conchiglie sulla spiaggia, scoprire i fondali con la maschera. Sono solo alcuni degli esempi delle mille attività che si possono fare nel rispetto del mare e dei suoi abitanti.
  6. Il mare e gli oceani coprono il 70% del pianeta e producono il 50% dell’ossigeno che respiriamo. Rispettare il mare e i suoi abitanti è rispettare noi stessi e le persone che amiamo.

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