Un rifugio privo di gabbie dove i cani con un vissuto difficile possono ritrovare benessere e socialità grazie al supporto di esperti ed educatori cinofili: è questo il progetto che il Comune di Bacoli desidera mettere in pratica grazie al finanziamento da mezzo milione di euro da parte del Ministero dell'Interno.

«Il Comune è molto attento al benessere animale ed è desiderio condiviso diventare sempre più pet-friendly», racconta a Kodami Teresa Scotto di Luccio, Consigliera comunale tra le promotrici della nuova iniziativa che permetterà al Comune in provincia di Napoli di realizzare «una struttura priva di gabbie» che garantisce un maggiore qualità della vita agli animali.

Una realtà che sul territorio partenopeo, nel suo piccolo, ha realizzato ad esempio Luigi Carrozzo, fondatore del rifugio "L'emozione non ha voce" che fa vivere i suoi cani in attesa di adozione quanto più possibile in libertà e in gruppi sociali.

«Immaginiamo di realizzare una casa accogliente per i cani, con molto spazio dove possano stare all'aria aperta il più possibile e dove realizzare progetti di inclusione sociale nei quali bambini e animali possano giocare insieme nel rispetto reciproco, magari piantando nelle nuove generazioni il seme del rispetto per i nostri amici a quattro zampe», spiega la Consigliera.

A dare l'annuncio del finanziamento, riservato ai Comuni in dissesto e pre-dissesto, è Josi Gerardo Della Ragione, sindaco di Bacoli al suo secondo mandato: «Questo ci permetterà di poter riportare in città i nostri cani randagi chiusi, da anni, in canile. Ci permetterà di farli vivere meglio. E, se si creeranno le condizioni, anche di poter accogliere cani randagi provenienti da altri comuni limitrofi. Coinvolgeremo associazioni, volontari».

Come osservato già per altri Comuni campani – ad esempio Gragnano – anche Bacoli non ha un canile proprio, ma si appoggia a una struttura di Caivano distante più di 60 chilometri. Una situazione poco agevole per chi si occupa degli animali liberi che tuttavia non è riuscita a scoraggiare istituzioni e volontari: «In due anni e mezzo i cani del nostro Comune in canile sono passati da quaranta a venti e dal 2019 non ci sono più nuovi ingressi – racconta Scotto di Luccio – Grazie al supporto dell'associazione FATA (Flegrea associazione tutela animali) riusciamo a intercettare gli animali e trovargli una famiglia in brevissimo tempo».

Anche il progetto del rifugio bacolese prevede di incrementare il rapporto con i volontari, alleati irrinunciabili per permettere un'azione incisiva sul territorio. Sarà proprio l'associazione FATA a supportare il Comune nella gestione del rifugio.

Capito chi interverrà si apre il problema del dove. A Bacoli infatti s'incontrano natura e archeologia: per la sua bellezza questo territorio è stato scelto come insediamento dalle tante popolazioni che sono approdate sulle coste campane. «Il luogo ideale per il rifugio è ricco di verde e in una zona non sottoposta a vincoli paesaggisti o di pregio artistico – precisa la Consigliera –  Per questo avevamo pensato alla via Spiagge Romane che risponde a molte caratteristiche da noi cercate».

via spiagge romane bacoli
in foto: Via Spiagge Romane, Bacoli

L'iter per realizzare un simile rifugio è quindi ancora lungo e complesso, prevedendo la stretta interazione di numerosi enti come l'Asl Napoli 2. Nel frattempo, i progetti già iniziati non si fermeranno: «Sotto l'impulso dell'assessorato all'Ambiente, guidato da Mariano Scotto di Vetta, abbiamo dato vita a numerosi iniziative volte alla tutela degli animali microchippando quasi 150 cani e sterilizzando i gatti liberi delle colonie. Attività che adesso potenzieremo ulteriormente», conclude la Consigliera.