In Veneto è morta una signora di 84 anni diagnosticata con il virus West Nile. La donna aveva diverse malattie pregresse e i medici, preoccupati per l'aumento dei ricoveri per la malattia, chiedono forte prudenza e di contattare tempestivamente l'ospedale in caso si presentino i sintomi, anche se non c'è bisogno di allarmarsi.

I primi casi di contagio sono stati scoperti il mese scorso e ora i pazienti positivi al virus per sono 19, dove 12 sono attualmente ricoverati, 6 sono stati dimessi e uno solo è stato preso in carico da una struttura ambulatoriale.

La febbre West Nile, o Febbre del Nilo, è una malattia causata dal virus omonimo isolato per la prima volta nel 1937 in Uganda. È diffuso in Africa, Asia occidentale, Europa, Australia e America e i principali serbatoi sono gli uccelli selvatici e soprattutto le zanzare del genere Culex, le cui punture, come per altri patogeni, sono il mezzo di trasmissione per l'uomo.

Il motivo per cui è importante essere prudenti senza allarmarsi è la percentuale di persone che mostrano sintomi. Infatti, la maggior parte delle persone infette non ne mostra alcuno e solo il 20% presenta sintomi leggeri fra cui febbre, mal di testa, nausea, vomito, linfonodi ingrossati e sfoghi cutanei.

Questi possono durare pochi giorni, in rari casi qualche settimana, e possono variare molto a seconda dell'età della persona. I sintomi più gravi si presentano in media in meno dell'1% delle persone infette e solo in 1 caso su mille può andare incontro a un'encefalite letale.

La preoccupazione maggiore è nei confronti delle persone più fragili come anziani e immunodepressi che presentano rischi maggiori, mentre quasi mai i soggetti giovani o in salute, nei quali spesso il virus si presenta come asintomatico, ricadono in casistiche gravi.

Di decessi registrati quest'anno, infatti, ce n'è stato solo un altro, un uomo di 83 anni, e mentre molti parlano di una nuova epidemia, in realtà la Febbre del Nilo in Italia c'è da molti anni. Secondo i dati della sorveglianza epidemiologica, infatti, dei casi umani di malattia da virus West Nile, in Italia, dal 2008 (anno in cui è comparsa per la prima volta) al 2018, sono stati registrati 475 casi confermati.

Tuttavia, dal 2018 le segnalazioni sono aumentate notevolmente, con 606 casi, di cui 239 si sono manifestati nella forma neuro-invasiva in 6 regioni (Emilia-Romagna, Friuli Venezia Giulia, Lombardia, Piemonte, Sardegna, Veneto). Tra i casi neuro-invasivi sono stati registrati in totale 49 morti in questi ultimi anni.

Come abbiamo spiegato nel video sopra, le zanzare pungono le persone e possono veicolare malattie molto pericolose grazie al loro peculiare ciclo biologico. Sfortunatamente per la West Nile al momento non esistono vaccini il ciclo terapeutico base prevede il trattamento delle principali sintomatologie.

In ogni caso un ottimo modo per prevenire le punture di questi insetti, e conseguentemente il rischio di contrarre la malattia, è mettere in pratica alcuni consigli che l'Istituto Superiore di Sanità stesso propone a tutti i cittadini:

  • Utilizzare repellenti e indossare pantaloni lunghi e camicie a maniche lunghe quando si è all’aperto, soprattutto all'alba e al tramonto;
  • Applicare zanzariere alle porte e alle finestre;
  • Svuotare di frequente i vasi di fiori o altri contenitori (per esempio i secchi) con acqua stagnante;
  • Cambiare spesso l’acqua nelle ciotole per gli animali domesetici;
  • Tenere piscine gonfiabili per i bambini in posizione verticale quando non sono usate.