6 Maggio 2022
12:40

Assolta Simona Spataro, la figlia della donna uccisa dai Cani lupo cecoslovacchi a Grugliasco

Simona Spataro è stata assolta. Per il giudice non è colpevole della morte di sua madre, Mariangela Zaffino, avvenuta in seguito alle ferite causate dai suoi cinque Cani Lupi Cecoslovacchi.

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Grugliasco cane lupo cecoslovacco

Si è concluso oggi il processo a Simona Spataro, rinviata a giudizio con l'accusa di omicidio colposo dopo la morte della madre, Mariangela Zaffino, in seguito alle lesioni provocate dai cinque Cani Lupi Cecoslovacchi di sua proprietà. «Le discussioni processuali non possono essere diffuse nel dettaglio, ma nell'udienza odierna la Procura di Torino ha dichiarato che il fatto non sussiste», commenta l'avvocato Dante Libbra a Kodami, pochi minuti dopo l'esito della sentenza.

Libbra, che ha seguito le indagini insieme al collega Luca Polita, aggiunge: «Al momento è ancora presto prevedere cosa accadrà ai cinque cani. Per occuparci di loro dovremo attendere i futuri sviluppi e, ad oggi, non possiamo esprimerci in alcun modo».

Dalla ricostruzione dei fatti al trasferimento dei cani in una struttura adeguata

Mariangela Zaffino aveva 74 anni quando il 18 dicembre 2020 è stata trovata morta nell'appartamento che condivideva con la figlia a Grugliasco, nella periferia Ovest di Torino. Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la donna è morta in seguito alle ferite causate dai cani della figlia: Ares, Aragon, Alex, Apache e Artù, due adulti e tre fratelli coetanei. La Procura di Torino aveva quindi accusato Simona Spataro per l'omicidio, considerandola responsabile delle azioni dei suoi cani, sebbene non fosse presente mentre avveniva la tragedia.

La notizia della morte della donna aveva attirato immediatamente molta attenzione mediatica, soprattutto per il fatto che i responsabili fossero stati dei Cani Lupi Cecoslovacchi, una razza che anima spesso la fantasia degli umani per via della sua somiglianza con il lupo: «Come accade molte volte quando i fatti di cronaca riguardano gli animali, intorno alla morte di Zaffino è sorta molta attenzione da parte della popolazione e, in questa fase, si è diffusa l'errata convinzione che si trattasse di cani ibridi, ovvero incrociati con veri e propri lupi, ma non è così: i cinque Cani Lupi Cecoslovacchi in questione sono di razza e ognuno di loro è dotato di regolare pedigree – ha commentato il legale di Spataro – Anche queste informazioni errate hanno aumentato il rischio di sviluppare un eccesso di emotività ed una polarizzazione delle opinioni riguardo il destino degli animali».

Al contrario di quanto avvenuto con i cani protagonisti della tragedia di Satriano, che causò la morte della giovane Simona Cavallaro, i cani di Spataro sono stati trasferiti in una struttura marchigiana situata a Sant'Egidio, in Provincia di Macerata e considerata il luogo adatto per tutelarne il benessere in un momento così tragico per la vita della donna.

Secondo quanto dichiarato a Kodami da Libbra nel momento del trasferimento, lo spazio che hanno a disposizione è in linea con quanto richiesto dalla legge: «So per certo che vengono tenuti rigorosamente separati tra loro e si trovano all'interno di box adatti alla loro dimensione, in spazi che permettono di garantire la sicurezza loro e del personale che se ne occupa quotidianamente – e aveva aggiunto – Mi sento di dire che ogni dettaglio della loro gestione segue quanto dettato dalla magistratura».

David Morettini, istruttore cinofilo e membro del comitato scientifico di Kodami, aveva analizzato i fatti avvenuti a Grugliasco nel 2020 nel tentativo comprendere quanto accaduto nell'appartamento delle donne e oggi, in seguito all'assoluzione di Spataro, aggiunge: «Questi tragici fatti ci hanno ricordato ancora una volta quanto sia indispensabile affrontare con consapevolezza la vita insieme ai cani e riconoscere, inoltre, le proprie responsabilità nella gestione complessiva delle dinamiche familiari».

L'istruttore cinofilo sottolinea anche che «Nelle situazioni in cui i cani arrivano ad esprimere un lato più aggressivo della loro personalità, bambini e anziani lasciati da soli in compagnia degli animali vengono penalizzati dalle decisioni altrui, rischiando di diventare, come in questo caso, le vittime. Non posso esprimermi riguardo le decisioni giudiziarie, che non riguardano il mio ambito professionale, ma la pena più grande per Simona Spataro sarà certamente quella di sentirsi responsabile di questo incidente, anche se la legge non la vede come tale in termini diretti».

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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