Alle porte di Codigoro, in provincia di Ferrara, riparata dai rumori del traffico, sorge l’oasi naturalistica della “Garzaia", conosciuta anche come la "Città degli Aironi".

Si tratta di un vero e proprio boschetto di robinie, pioppi, sambuchi e pruni dove hanno trovato casa varie specie di Ardeidi, come gli Aironi Cenerini e Aironi Bianchi Maggiori che con sorprendente puntualità ogni anno raggiungono i loro nidi ai primi di marzo, per ripartire alla volta delle calde terre africane subito prima dell'inizio dei primi freddi autunnali.

E proprio in questi 8 ettari di bellissimo giardino, durante l’autunno, prenderà forma un Parco delle Farfalle che avrà l’obiettivo di richiamare tutte le specie di insetti impollinatori, preziosi per la sopravvivenza del pianeta ma di cui c’è grave carenza a causa di cambiamenti climatici e l'uso dei pesticidi.

Il progetto, sostenuto dall’Amministrazione comunale, dalla Pro Loco di Codigoro e dal Wwf di Bologna prende a modello il Parco delle Farfalle di Belpoggio, a San Lazzaro di Savena, in provincia di Bologna e prevede la creazione di un’area verde ad hoc, con zone boscate e camminamenti, staccionate per piante rampicanti e un muretto sul quale si svilupperà un giardino roccioso.

L’incremento degli insetti impollinatori è assolutamente necessario, perché senza di loro sarebbe impossibile la riproduzione dell’88% delle specie selvatiche e il 70% delle specie di frutta e verdura non ci sarebbe più.

Nel Parco delle Farfalle saranno piantati arbusti grandi e rampicanti e arbusti piccoli e specie erbacee in grado di attrarre farfalle e altri impollinatori. Ma il parco ospiterà anche altri insetti impollinatori, tra cui le api da miele, le api legnaiole e altri deputati alla riproduzione delle piante, quali la melanargia galathea e la lycaena dispar.

La sindaca di Codigoro, Sabina Alice Zanardi, annunciando su Facebook la novità, ha spiegato che l’intento principale è quello di «costruire un'immagine sempre più green del territorio» e che «il parco delle farfalle sarà il valore aggiunto alla Garzaia, a beneficio dell'intero territorio del Delta, per l'incremento degli insetti impollinatori e dell'implementazione del turismo slow».

L’oasi naturalistica della Garzaia riveste un ruolo fondamentale per la salvaguardia dell’ambiente. Censita, per la prima volta nel 1981, da ricercatori dell'Università di Pavia, apparve subito agli esperti come una delle più consistenti e importanti colonie di Aironi dell'Italia settentrionale con i suoi 500 nidi.

E questo le valse immediatamente l'istituzione da parte dell'Amministrazione Provinciale di Ferrara, come Oasi di Protezione della Fauna. Negli anni successivi la nidificazione si è ripetuta regolarmente. Oggi, l’oasi Garzaia fa parte della Rete Natura 2000 come Zona di Protezione Speciale.