La fiaccola olimpica è arrivata a Tokyo e questa sera accenderà il braciere che dà il via alle competizioni sportive più importanti al mondo. Iniziano così le Olimpiadi del Giappone, programmate nel 2020 ma che la pandemia ha fatto ritardare al 2021 e il Sol Levante è ora illuminato dai cinque anelli dello sport.

Anche Google celebra oggi nella sua home page l'evento con un Doodle che ha per protagonisti dei simpatici animali in versione videogames anni 80 e 90: un chiaro omaggio ai retrogames a 16 bit e alle consoles vintage Nintendo con protagonisti i Pokémon, per un giochino con cui divertirsi online su quella che viene descritta come "L'isola dei campioni".

Abbiamo fatto una prova e, dopo il breve video di introduzione, siamo andati a vedere quali sono le caratteristiche dei protagonisti animali che si possono incontrare nell'avventura offerta dal grande motore di ricerca. Interpretando il gatto-ninja Lucky puoi incontrare diverse specie durante il gioco, e unirti a uno dei seguenti protagonisti con relativa squadra:

  • Karasu – Squadra rossa: un "nobile corvo" che rappresenta la conoscenza;
  • Inari – Squadra gialla: un "volpe ingannatrice", simbolo dell'astuzia;
  • Ushi – Squadra blu: un "potente toro" per provare a farcela con la forza;
  • Kappa – Squadra verde: una tartaruga giapponese, simbolo dello "spirito dell'acqua;

Olimpiadi di Tokyo 2020: gli animali protagonisti del Doodle

Il simbolismo legato agli animali in Giappone e in generale nello sport è fortissimo. Karasu, per esempio, è un corvo saggio e molto dotto. In Giappone ci sono varie specie di corvi, e vivono come da noi anche nelle grandi città.  Con i pappagalli sono tra gli uccelli dotati delle più sofisticate e complesse abilità cognitive, paragonate spesso a noi primati. È inevitabile quindi che siano tra le creature fantastiche dell'iconografia popolare giapponese più note.

In un gioco in cui le discipline sportive sono assolute protagoniste, non poteva mancare l'astuta Inari, simbolo animale di scaltrezza e agilità, spesso associata all'omonima divinità giapponese della fertilità e dell'agricoltura. La potenza fisica necessaria per le discipline più impegnative è invece rappresentata da Ushi, un possente bovino azzurro. I kappa sono invece creature mitologiche un po' maliziose e combinaguai, ma i loro scherzi sono perlopiù innocenti. Essendo rappresentati spesso come tartarughe sono associate all'acqua e, inevitabilmente agli sport acquatici. Nel tempo hanno ispirato tantissimi personaggi di film e videogiochi, come i famosi Koopa dell'indimenticabile saga di Mario Bros.

Nel minivideogames di Google realizzato in collaborazione con lo STUDIO 4°C ci tanti altri animali anche tra gli antagonisti e i personaggi secondari, come Tengu, il leggendario rapace campione di tennis da tavolo, Tanuki lo skater, altra creatura mitologica ispirata al cane procione oppure Fukuro, il gufo giapponese campione di arrampicata.

Gli animali hanno ispirato anche i Pokémon

Anche la celebre e fortunata serie di videogames Pokémon deve gran parte della sua ispirazione al mondo animale. Lanciati per la prima volta nel 1996 sono una delle saghe videoludiche più famose e di successo della storia. La serie ha come protagoniste le creature immaginarie tascabili chiamate Pokémon, che gli umani possono catturare, allenare e far combattere per divertimento. Detta così sembrerebbe una cosa piuttosto brutale, ma le dinamiche di gioco si basano in realtà su una profonda e rispettosa relazione che si instaura tra l'allenatore e i suoi fedeli Pokémon.

Tra i più famosi e indimendicabili mostri tascabili ci sono ovviamente Pikachu, il topo elettrico, Charmander la salamandra di fuoco e Squirtle la tartaruga d'acqua. Se nel 1996 i Pokémon erano 151 oggi son ben 898, e buona parte di loro è ispirata a insetti, uccelli, rettili e tanti altri animali. D'altronde il creatore, Satoshi Tajiri, era un grande appassionato di insetti, che collezionava sin da quando era bambino. È proprio per ricordare la sua infanzia felice da collezionista entomologo ha poi ideato i mostriciattoli virtuali che tutti, in un modo o nell'altro, conosciamo.