Un orso tibetano è stato avvistato nei terreni vicino alla sede del campo da baseball e softball a Fukushima dove si svolgeranno le Olimpiadi in Giappone. «Una guardia ha visto un orso aggirarsi all'interno dell'Azuma Sports Park  – ha detto un portavoce della polizia di Fukushima al Japan Times – Abbiamo anche ricevuto informazioni simili il giorno prima».

L'animale così ha fatto la sua comparsa a poche ore dell'apertura dei Giochi olimpici per un'edizione in totale assenza di pubblico a causa della pandemia da Covid-19. «Non siamo riusciti a trovare o catturare l'orso – ha aggiunto il portavoce – e anche se non ci saranno spettatori allo stadio siamo in allerta e stiamo cercando l'animale intorno al sito».

La notizia è stata diffusa da Japan Times e ripresa da molte testate internazionali. L'orso nero asiatico, noto anche come orso della luna, è riuscito a eludere l'intero contingente di guardie disposte per motivi di sicurezza legate all'organizzazione delle Olimpiadi intorno al campo da gioco. I militari sono stati coinvolti nelle operazioni di ricerca: hanno suonato musica ad alto volume e hanno acceso fuochi d'artificio per spaventare l'orso.

Gli avvistamenti di orsi sono comuni in tutto il Giappone e stanno aumentando di frequenza man mano che i confini tra le città e gli habitat degli animali selvatici diminuiscono. Di recente, un orso è stato abbattuto a Sapporo, sede della maratona olimpica, dopo che – sempre secondo quanto riportato da testate locali – aveva ferito quattro persone.

Sul sito ufficiale della prefettura di Fukushima c'è un link che porta a un avviso in inglese che è stato diffuso proprio per avvertire le persone che si avventurano nella zona – in generale, non in occasione del grande evento sportivo – sulla presenza degli orsi e sul tipo di comportamento da tenere qualora si incontrino:

Proprio su quel campo da gioco intanto ha esordito l'Italia, con la Nazionale femminile di softball che però non è andata bene contro gli Stati Uniti. Le atlete azzurre, campionesse europee in carica, hanno perso la prima gara per 2 a 0.

Gli effetti delle radazioni sulle specie selvatiche dopo l'incidente della centrale nucleare

Uno studio scientifico recentissimo, del marzo 2021, invece ha puntato l'attenzione sul quantitativo di cesio radioattativo che si è concentrato sui grandi mammiferi onnivori dopo l'incidente della centrale nucleare di Fukushima avvenuto l'11 marzo 2011. Una tragedia che, ovviamente, non ha risparmiato gli orsi. Igor Shuryak, ricercatore del Center for Radiological Research della Columbia University, ha analizzato che le grandi quantità di radionuclidi rilasciate dopo l'esplosione sono entrate negli ecosistemi terrestri e marini. La contaminazione radioattiva dei grandi mammiferi selvatici onnivori come il cinghiale (Sus scrofa) e appunto l'orso nero asiatico (Ursus thibetanus) varia notevolmente a seconda del luogo, della stagione e del tempo dopo l'incidente. La concentrazione di cesio radioattivo nei cinghiali e negli orsi neri dell'intera prefettura continua a essere presente, a distanza di 7 anni dalla terribile esplosione.