King è un meticcio di Pitbull giovanissimo, di circa 2 anni e sordo dalla nascita. King è al canile della Muratella a Roma e secondo LNCD Animal Protection ha rischiato di morire per un colpo di calore.

E così, la struttura comunale della Capitale, che nelle ultime settimane è stata al centro di una bufera di polemiche per la morte di alcuni cani, si ritrova di nuovo nell’occhio del ciclone. Secondo le associazioni, infatti, tali morti sarebbero state causate da errori del veterinario cui il Comune ha assegnato il bando sino al 31 dicembre 2022.

«Il Comune di Roma continua a peggiorare la situazione anziché migliorare sulla base delle tante criticità segnalate», ha dichiarato Piera Rosati, presidentessa di LNCD che ha denunciato l’episodio.

Ma torniamo alla storia del povero King così come è stata ricostruita dall'associazione animalista. Sabato scorso, 11 giugno, il Pitbull aveva avuto un collasso apparentemente inspiegabile e era stato soccorso dal servizio veterinario ASL che aveva provveduto a intubarlo per farlo respirare, disponendo al tempo stesso il ricovero immediato in clinica.

King, quindi, è stato prelevato dalla ditta Pet in Time, convenzionata con la ASL, e portato alla clinica veterinaria convenzionata con il Comune di Roma. Il giorno successivo, il cane era pronto per le dimissioni e, alle 16, è stato affidato a un mezzo della società Liasa, anch’essa convenzionata con il Comune, affinché fosse riportato in canile.

Una volta giunto al canile, il cane però è apparso in condizioni gravissime. Intervenuto un veterinario ASL, ha constatato gli effetti di un pesantissimo colpo di calore dovuto al viaggio effettuato in un furgone senza la dovuta aerazione.

È stato quindi disposto un nuovo ricovero e, secondo il responsabile sanitario dei canili comunali di Roma contattato telefonicamente, il trasporto sarebbe dovuto avvenire nuovamente con lo stesso mezzo perché, a giudizio del funzionario comunale, presente sul posto, l’aria condizionata era funzionante. Il veterinario ASL ha escluso categoricamente questa possibilità e quindi King è stato riportato in clinica dalla Pet in Time, con un mezzo idoneo.

«Quando sono arrivata in canile, il funzionario comunale era già andato via, ma ho chiamato i Carabinieri a cui ho fatto verbalizzare che l’aria condizionata nel retro del furgone non era funzionante, come confermato anche dall’autista del mezzo che, a quanto pare, non si era accorto di questo malfunzionamento», ha dichiarato Emanuela Bignami, Referente Lazio di LNDC Animal Protection.

«Secondo quanto ci è stato riferito – spiega a Kodami Bignami – oggi King starebbe meglio e sarebbe pronto a essere dimesso. Tuttora, però, non ci è dato sapere quale sia stata la causa del suo primo malore avvenuto in canile, dato che Comune e clinica convenzionata continuano con l’ostracismo nei nostri confronti e non condividono le cartelle cliniche degli animali».

«La situazione del canile della Muratella continua a peggiorare nonostante tutti gli appelli che abbiamo fatto e le denunce che stiamo presentando – sottolinea Bignami – Con King si è sfiorata un'ennesima tragedia, tutto questo avvallato dagli uffici centrali. Ma il problema vero è l'incompetenza delle persone delegate dal Comune di Roma ad occuparsi degli animali che, ahinoi, sono le stesse che poi controllano i servizi, fanno gli affidi, decidono i bandi. E questi poi sono i risultati. Noi non vogliamo più episodi come quelli avvenuti a King, a Belen, a Rocky. Siamo stanchi e ci auguriamo che il bando per individuare il direttore dell'Ufficio benessere animali, questa volta porti porti una persona che sia in grado di cambiare le cose. Altrimenti non se ne esce e sarà sempre peggio. Siamo veramente preoccupati».

«Siamo al lavoro per denunciare questo episodio e richiedere che l’affidamento alla società Liasa venga revocato», conclude invece la presidentessa Rosati. «Far viaggiare per un’ora un cane in un mezzo senza la dovuta areazione, con le temperature di questi giorni, è semplicemente inaccettabile. I colpi di calore sono pericolosissimi e King si è salvato per puro miracolo».

Lo scorso 31 maggio davanti al Campidoglio c’è stata una manifestazione di protesta contro la gestione dell’assistenza veterinaria per i canili di Muratella e Ponte Marconi ormai allo sbando, che gli organizzatori hanno chiamato: «Roma non ama i suoi cani».

Secondo le diverse associazioni animaliste partecipanti, infatti, di questo problema ne fanno le spese soltanto i cani che hanno la sfortuna di trovarsi lì. Da Rocky, morto dopo aver sofferto lungamente per delle forti crisi epilettiche a Palla di Neve, anche lui morto, è la denuncia, per una diagnosi sbagliata. A Belen, l’anziana cagnolina aggredita da un altro cane nel box di Muratella, ferita gravemente e visitata soltanto 18 ore dopo nonostante le condizioni critiche.