Sono passati moltissimi anni da quando Desmond Morris, nel 1956, porse un foglio e una matita a Congo, un giovane scimpanzé, dimostrando molto chiaramente agli artisti e ad altri scienziati come le sue opere non fossero il frutto di casuali movimenti della sua mano, ma ragionati tratti realizzati in maniera del tutto cosciente e volontaria. Opere semplici, che se fossero però stati realizzati da un essere umano sarebbero stati riconosciuti come arte ed espressione di un Io interiore, mentre vennero invece accolti da buona parte del pubblico come semplici curiosità provenienti dal mondo animale, solo perché prodotti da una mano differente dalla nostra.

È trascorso quasi mezzo secolo da questo esperimento e in tutto questo tempo gli etologi hanno ricercato nelle varie società animali nuovi esempi, che potessero spiegare l'origine e l'evoluzione di quello che Gardner definì intelligenza/comportamento artistico nelle poche specie che sembrano possedere la capacità di produrlo. E fra gli scienziati che hanno trascorso buona parte della loro vita ad approfondire l'origine dell'arte in campo animale, ci sono gli esperti dell'università di Pisa, Amsterdam, Kyoto e del NaturZoo di Rheine, Germania, coinvolti in uno studio etologico che aveva come focus la vita delle scimmie gelada (Theropithecus gelada)

Tali scimmie sono fra le più caratteristiche e più famose tra le specie di babbuini dell'Etiopia. Nello studio "Stone handling in geladas (Theropithecus gelada): implications for spontaneous drawing like activity as a playful behavior”, pubblicato su Journal of Ethology, questi ricercatori hanno infatti descritto due nuove tecniche – mai osservate prima – usate dai gelada, per manipolare delle pietre simili a quelle impiegate dai bambini per disegnare.

Lo studio sulle scimmie gelada

Per disegnare e colorare sono indispensabili raffinate tecniche di manipolazione e di ragionamento, che servono per selezionare accuratamente l’oggetto e la superficie su cui si vuole lasciare una traccia. Nello studio, i ricercatori affermano di aver analizzato il comportamento di due maschi di gelada, capaci di sviluppare spontaneamente due metodi di manipolazione delle pietre – usati come una sorte di "pennino" o strumento che porta al rilascio del colore sulle superfici. Come i neonati umani di tre/quattro anni di età, queste scimmie riescono perfino a selezionare correttamente il colore dei loro strumenti e al NaturZoo di Rheine sono stati visti diversi gelada maschi scegliere le rocce più opportune nel loro recinto esterno, per produrre tratti simili a scarabocchi.

Le due scimmie su cui si sono soffermati principalmente i ricercatori in un caso strofinavano la pietra su una superficie dura, in modo ripetuto, attraverso la tecnica nota alla scienza come "etching and releasing technique", mentre nell’altro caso raccoglievano piccole parti della pietra, che poi usavano per disegnare, come se fossero un gessetto di quelli usati dagli insegnanti e dagli studenti per scrivere su una lavagna. Questa tecnica è nota come "grind and finger technique". Le osservazioni sono state effettuate nel NaturZoo oltre dieci anni fa, nel 2010 e nel 2011, ma solo ora lo studio si è concluso e ha dato conferme sufficienti per lo sviluppo di un articolo.

Bako seleziona i frammenti di roccia per usarli come gessetto – immagine proveniente dall’articolo
in foto: Bako seleziona i frammenti di roccia per usarli come gessetto – immagine proveniente dall’articolo

Nonostante sia difficile affermare al 100% che l’intenzione dei due maschi sia quella di marcare il loro territorio con delle "firme artistiche", un po' come i writers delle nostre città, Bako e Bernd, i nomi dei due gelada, mostrano una forte preferenza nella scelta dei supporti dove effettuare questa attività e sono ben predisposti ad assumere questo comportamento quando – ipoteticamente – si annoiano.

Queste azioni raramente avvengono su superfici dove è impossibile lasciare delle tracce. E quando sono impegnati in queste attività, i due maschi difficilmente distolgono l'attenzione rispetto a quello che stanno facendo. La colorazione delle superfici attraverso le pietre appare ludicamente piacevole per gli animali, come succede per quasi ogni altra forma di gioco presente nelle specie di primati, inclusa la nostra. Queste osservazioni dunque suggeriscono come la creatività e l’innovazione possano avere radici così tanto profondo nell’evoluzione del comportamento umano da essere in realtà il costrutto di base di qualsiasi intelligenza ludica nei primati.

A differenza degli umani, questi gelada però non sembrano usare "la loro arte" per comunicare stati d'animo, per propaganda, per sedurre eventuali femmine o per riflettere sulle questioni più complesse dell'universo… o meglio, non possiamo saperlo ancora. Comprendere così in profondità la mente di un animale è un obiettivo che tarderà sicuramente ad essere raggiunto, a seguito dell'elevata complessità nel raggiungere l'obiettivo. Quello che è possibile comprendere quando al momento vediamo questi animali mettersi a "dipingere" con l'ocra e il gesso è che amano farlo, come se fosse il loro passatempo.

Bernd graffia le rocce attraverso le rocce lasciando tracce complesse ben visibili, che portano la sua "firma" – immagine proveniente dall’articolo
in foto: Bernd graffia le rocce attraverso le rocce lasciando tracce complesse ben visibili, che portano la sua "firma" – immagine proveniente dall’articolo

Questi animali non sono stati addestrati a compiere questo comportamento. Esiste l'ipotesi che abbiano osservato un visitatore o un custode compiere gli stessi gesti, per puro divertimento, ma come è successo varie volte nel corso del millenario confronto fra essere umani e primati è possibile che i gelada abbiano solo riprodotto un gesto che non comprendevano, per poi appropriarsene e farlo proprio, facendogli assumere nuovi significati. È notevole soprattutto come il comportamento di disegnare attraverso le pietre non abbia un fine che possa portare un qualche vantaggio evolutivo. Mentre altri primati usano le pietre e i bastoni come strumenti per procurarsi il cibo, in questo caso l’uso delle rocce e delle superficie idonee al disegno è puramente ludico. Non esiste alcuna ricompensa dalla manipolazione delle pietre, se non una ricompensa interiore.

 

Bako e Bernd non vivono più nel NaturZoo.  Anni fa sono stati trasferiti  in Francia dentro lo zoo di Amneville, ma hanno lasciato in eredità al loro vecchio gruppo il comportamento artistico della manipolazione della pietra, che è stato occasionalmente osservato nel gruppo del vecchio NaturZoo. La cosa interessante è che finora tal comportamento è sempre stato eseguito da maschi. Questo però non ci deve portare a credere che le femmine di queste specie siano meno intelligenti e incapaci di riprodurre lo stesso comportamento. Probabilmente il comportamento non si è ancora così diffuso da essere riconosciuto da tutti gli esemplari del gruppo, venendo assorbito di fatto dalla cultura di quella specifica famiglia. Alla fine dei conti, non sarebbero neppure gli unici fra i primati non umani ad accrescere le loro tradizioni attraverso l'uso ludico delle pietre.