Fin dalla nascita è stato addestrato come cane addetto alla sicurezza: usato per conto di una società privata, ha svolto questo lavoro assieme al suo conduttore, colui che, proprio nel momento di maggior bisogno, l'ha tradito e abbandonato.

Inizia così la storia di Chico, un cane che per tutta la sua vita ha lavorato nelle stazioni ferroviarie di Roma e che, a causa della negligenza degli umani che si sarebbero dovuti occupare di lui (sfruttandolo fin quanto hanno potuto), ha perso la mobilità alle zampe posteriori, forse per delle ernie alla spina dorsale: «Chico è un cane di 7 anni usato per la sicurezza – racconta a Kodami Emanuela Bignami, presidente della Lega Nazionale Per La Difesa Del Cane di Ostia – Era guidato, aveva il suo conduttore. Ma purtroppo quando a maggio ha iniziato ad avere problemi alle zampe posteriori è stato lasciato, abbandonato a se stesso. Adesso siamo noi ad occuparci di lui. Appena siamo venuti a conoscenza della sua storia, lo abbiamo subito portato in visita dal miglior neurologo qui a Roma, ma purtroppo era troppo tardi». Una patologia che, con molta probabilità, si sarebbe potuta curare se gli umani che si occupavano di Chico non l'avessero ignorata, lasciando così che la sua condizione si aggravasse giorno dopo giorno.

Nonostante la disabilità, Chico non ha perso la sua agilità, grazie all'uso del carrellino: «Fin dal primo momento ha capito come funzionava e ci corre come un matto!». Ma soprattutto, questo cane non ha perso la voglia di socializzare: «È meraviglioso con le persone, ha bisogno proprio del contatto umano – spiega ancora Emanuela – con gli altri cani non ha mai avuto problemi».

Fondamentale in tal senso sono le sedute di fisioterapia che sta svolgendo Chico, affinché non solo mantenga intatto il suo tono muscolare, ma le sue condizioni non peggiorino: «Il dottore ha prescritto per lui di fare fisioterapia quotidiana una volta a settimana presso una struttura – racconta Emanuela – Per Chico adesso stiamo cercando una famiglia, anche urgentemente. Anche perché dove si trova adesso è un box di un rifugio, non adatto a un cane disabile».

Chico ora è alla ricerca non solo di un ambiente adatto alle sue condizioni, ma di una famiglia che abbia consapevolezza di cosa vuol dire gestire un cane disabile di 35 chili: «La gestione di un cane della taglia di Chico è un pochino impegnativa, non è per tutti. Anche se lui è autonomo nei bisogni e per quello non ha bisogno di assistenza. Avrebbe bisogno di una casa dotata di uno spazio abbastanza largo dove potersi muovere senza ostacoli, o di un giardino dove possa scorrazzare».

Se questo non dovesse accadere, Emanuela e gli altri volontari della LNDC dovranno cercare per Chico una struttura idonea ad ospitare cani con disabilità: «Questo ci comporterà delle spese fisse mensili. Speriamo di trovare una famiglia che decida di adottare Chico quanto prima, perché il posto dove sta adesso non è adatto a lui. Contiamo anche sul vostro aiuto, noi e soprattutto Chico».

Per adottare Chico contattare Emanuela al: 3927015986