Jamie Traynor è una studentessa di veterinaria nata a Pretoria, in Sud Africa. È cresciuta fra gli animali domestici dei suoi genitori, ma non aveva mai incontrato prima un rinoceronte. Il suo lavoro con questi animali è iniziato nel 2012 come volontaria di un centro di riabilitazione per gli animali selvatici; è lì che ha scoperto quanto possano essere affettuosi i cuccioli di questa specie: «Poter legare con un rinoceronte e guadagnare la sua fiducia è la sensazione più incredibile al mondo» – ha dichiarato Jaime – che dopo questa esperienza ha capito che doveva fare qualcosa in più per quei cuccioli orfani. Nel corso della seconda metà del XX secolo, la popolazione di rinoceronte nero (Diceros bicornis) in Africa è quasi scomparsa. Alla fine degli anni ‘60 gli esemplari erano oltre 70mila, nel 1994 ne rimanevano soltanto 2410. Questa specie si è quasi estinta a causa della scomparsa del suo habitat naturale e del bracconaggio: il rinoceronte viene cacciato illegalmente per via del suo corno, composto interamente di cheratina, un materiale considerato raro e costoso e utilizzato per motivi ornamentali.

Molti cuccioli restano soli dopo che la loro mamma rimane uccisa dai bracconieri ed è per questo motivo che Jamie ha deciso di accogliere i piccoli nel suo orfanotrofio. Dal 2014 Jamie, oltre a continuare i suoi studi, lavora per The Rhino Orphanage: «Sono arrivata qui nel 2014 per lavorare un anno. Adesso sono la manager.» L’obiettivo di Jamie e dei suoi collaboratori è accudire i cuccioli per i primi mesi di vita fino a quando l’esemplare non avrà raggiunto i tre anni di vita e avrà completato lo svezzamento. L’adattamento dei rinoceronti al nuovo ambiente prevede di trascorrere i primi giorni bendati, in modo che inizino a poppare il latte senza accorgersi che è un umano a mantenere la bottiglia. I rinoceronti hanno una pessima vista, perciò attaccano qualsiasi cosa di cui non conoscono l’odore. Ha spiegato Jaime: «La benda viene rimossa una volta che l’animale si è abituato alla mamma surrogata e al suo odore, da questo momento in poi, il cucciolo diventa mansueto e affettuoso nei confronti del suo umano di riferimento»

Jamie passa le sue giornate in compagnia dei nuovi arrivati giorno e notte, perché un cucciolo di rinoceronte può bere fino a 17 litri di latte nel corso di una giornata intera e la notte ha bisogno di qualcuno con cui dormire per sentirsi al sicuro, in assenza della madre. Ma Jamie affronta questi sacrifici con il sorriso, perché la sua missione continua a riempirla di gioia: «Quando arrivano qui sono terrorizzati, piangono la notte in cerca della mamma, ma vederli liberi nel loro ambiente dopo tre anni di cure è una sensazione indescrivibile»