La scorsa estate violente inondazioni hanno raso al suolo molte zone del Pakistan: piogge record che hanno causato ingenti danni non solo alla popolazione locale e che hanno messo in pericolo non solo la vita degli uomini, ma anche agli animali. È quello che è successo ai cani del rifugio Lucky Animal Protection Shelter (LAPS), fondato da Zeba Masood, impegnato da anni nell'aiutare i cani randagi della provincia del KPK, nel nord ovest del paese.

Centinaia di villaggi, a seguito delle inondazioni, sono andati distrutti e in tanti sono rimasti senza cibo, acqua e beni di prima necessità. Questo scenario apocalittico, come racconta Zeba Masood, ha messo in pericolo anche la vita di molti animali che vivono in Pakistan: «Il nostro rifugio si è allagato in pochissimo tempo. Eravamo solo in quattro e il nostro unico pensiero era salvare i nostri cani».

Quando il rifugio è stato sommerso dall'acqua, i volontari hanno portato gli animali sui tetti, preoccupandosi di lasciare lì con loro alcune ciotole con un po’ di cibo e dell’acqua. Pian piano hanno iniziato ad evacuare la struttura prendendo i cani in braccio, ma con il calare della notte e con l’aumento dell’intensità del flusso dell’acqua, hanno dovuto interrompere i soccorsi, rimandando le operazioni di salvataggio al giorno seguente: «È stata una notte lunghissima per tutti: abbiamo temuto il peggio – racconta Zeba – L’indomani mattina abbiamo noleggiato una barca e siamo tornati al rifugio. Tutti i nostri cani erano rimasti lì ad aspettarci».

Grazie al lavoro dello Staff del LAPS, tutti i cani sono stati tratti in salvo e portati in un posto sicuro. Dopo questa catastrofe, Zeba ha avviato una serie di iniziative per ricostruire il rifugio e portare avanti i suoi progetti dedicati ai cani randagi del Paese: «Dobbiamo continuare con le vaccinazioni e a promuovere programmi di adozione – ha spiegato Zeba a proposito delle condizioni in cui versano i cani randagi in Pakistan. «Il nostro obiettivo è ridurre la crudeltà sui randagi e dare loro una seconda possibilità».