orso parco abruzzo

Antonio Rabbia, 33 anni, ha dichiarato di essere stato aggredito da un'orsa mentre si trovava sul versante laziale del Parco d'Abruzzo. L'uomo si trovava con il suo cane quando un plantigrado, probabilmente femmina dato che si trovava con due cuccioli, lo ha colpito prima al piede e poi all'addome.

Il 33enne del Frusinate si è messo in salvo su un albero da dove ha inviato un messaggio rivolto alla sua famiglia. Pensava di essere spacciato quando il cane Biondo ha attirato l'attenzione dell'orso conducendolo lontano e permettendo così all'uomo di salire sulla sua auto e cercare aiuto. L'uomo ha ricevuto una prognosi di 20 giorni da parte del personale dell'ospedale Santa Scolastica di Cassino per la distorsione a un piede e una ferita all’addome.

Per ritrovare il cane sono state effettuate attività di ricerca da parte dei Guardiaparco e dei cani del Nucleo Cinofilo Antiveleno del Parco, fino a quando nel pomeriggio del giorno 23 dicembre il cane è stato ritrovato a San Donato, illeso, dalla volontaria Melissa Pittore.

L'uomo adesso ha chiesto un risarcimento al Parco d'Abruzzo, Lazio e Molise attraverso l'avocato Giuseppe Spaziani. Con la diffusione sui media della notizia, il Parco ha risposto pubblicamente esponendo alcuni dubbi rispetto a una vicenda che, se confermata, si configurerebbe come il primo attacco di un orso marsicano all'uomo.

«In Appennino non è mai stata registrata nessuna aggressione da orso ad una persona – hanno detto dal Pnalm in una nota ufficiale – e questo sarebbe in assoluto il primo caso, ma il condizionale è assolutamente d’obbligo proprio per le circostanze complessive relative a questa vicenda, alla dinamica raccontata ed ai molti lati oscuri che il racconto del giovane contiene».

L'aggressione si è verificata il 21 dicembre, e la prima notizia è arrivata al Parco la mattina del 22 quando il 33enne ha chiamato il Servizio di Sorveglianza per denunciare la scomparsa del proprio cane a seguito dell’evento, «raccontato sommariamente, in una breve conversazione telefonica», ha spiegato il Parco.

«Fermo restando la solidarietà del presidente e del Consiglio Direttivo del Parco, informati in occasione della riunione dello scorso 22 dicembre, espressa al giovane dai Guardiaparco, i toni della vicenda sono sembrati subito poco chiari perché nella zona dei fatti è stata più volte avvistata, anche nei giorni successivi, una femmina di orsa con due cuccioli dell’anno, senza che però mai la stessa abbia dato problemi di nessun tipo».

A destare le perplessità del Parco però sono state soprattutto le informazioni riferite in merito allo svolgimento dei fatti e le dichiarazioni dell'uomo sui morsi ricevuti dall'orsa e la caduta da un dirupo che avrebbe coinvolto sia il 33enne che l'orsa: «Il Parco è ovviamente a disposizione per collaborare con le autorità competenti e fornire ogni supporto, come peraltro fatto nell’immediatezza dei fatti per la ricerca del cane, e lo farà anche con l’ausilio dei tecnici a cui è stata mandata la foto della zona in cui l’orsa avrebbe morso il signor Rabbia, a cui auguriamo una pronta guarigione e di ritrovare la giusta lucidità per raccontare un po’ meglio l’accaduto».