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27 Marzo 2023
12:45

Tutto pronto per il primo rilascio dei minacciati gatti selvatici in Scozia

È stato appena firmato un documento che autorizza il rilascio di gatti selvatici nel Cairngorms National Park entro la fine dell'anno, per la grande gioia di molti biologi che hanno collaborato alla conservazione della specie.

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È ormai imminente il primo rilascio di gatti selvatici (Felis silvestris silvestris) in Scozia dopo dieci lunghi anni di mistero e di tentativi di conservazione. A comunicarlo è l'agenzia governativa che amministra i beni naturalistici scozzesi, ovvero NatureScotche ha approvato la liberazione di nuovi esemplari dopo aver firmato la partnership con Saving Wildcats, un progetto europeo finanziato tramite fondi Life che ha l'intenzione di riportare questi animali in natura e che è gestito dalla Royal Zoological Society of Scotland.

Questo rilascio segue una lunga campagna di studio avvenuta negli scorsi anni, che aveva anche lo scopo di conoscere meglio la popolazione scozzese e di favorire l'accoppiamento di alcuni esemplari in centri specializzati di allevamento per la fauna selvatica. E con la stagione riproduttiva 2021-22 che si era conclusa positivamente, con la nascita di diversi cuccioli, i biologi impegnati nel progetto hanno così deciso quest'anno di richiedere l'autorizzazione per la prima traslocazione di gatti selvatici in Gran Bretagna.

Il rilascio di questi esemplari però non deve illudere la cittadinanza, hanno dichiarato gli esperti. La specie infatti non si trova in condizioni di salute tali da essere fuori pericolo d'estinzione e questi interventi sono proprio pensati per incrementare e aiutare la popolazione selvatica, che conta da un minimo di 100 a un massimo di 300 esemplari oggi attualmente presenti nelle highlands. Questi gatti selvatici sono sopravvissuti, tra l'altro, a miriadi di difficoltà – dalla perdita del loro habitat alla competizione con i gatti domestici rinselvatichiti, per esempio – e all'orizzonte si profilano nuove sfide per i biologi intenzionati a mantenere una buona diversità genetica all'interno della loro popolazione.

Katherine Leys, responsabile della biodiversità di NatureScot, proprio su questo ha dichiarato «Questo viaggio non è privo di difficoltà e sappiamo che ci sono ancora molti ostacoli da superare quest'anno prima di raggiungere il punto in cui saremo pronti a liberare i gatti selvatici in aree accuratamente selezionate del Cairngorms National Park. Una volta lì, i gatti selvatici dovranno inoltre affrontare ulteriori complessità, quindi è fondamentale che il progetto continui a lavorare con le comunità locali, gli agricoltori, i proprietari terrieri e di gatti domestici per garantire alla popolazione selvatica le migliori possibilità di sopravvivere e prosperare».

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La storia della popolazione scozzese di gatti selvatici è inoltre decisamente peculiare. Scoperta solo nel 2012, all'interno del Parco Nazionale di Cairngorms, pochi mesi dopo gli avvistamenti dei primi esemplari è stata subito definita a rischio d'estinzione e messa sotto tutela. Questo perché la Scottish Wildcat Association (SWA) aveva redatto un report in cui si descriveva l'alto impatto che avevano gli incidenti stradali e la riduzione di prede come i conigli sulla sopravvivenza di questa specie.

Questa popolazione è inoltre anche fra le più isolate a livello europeo. La comunità estera più vicina è situata infatti nelle regioni centrali della Francia, oltre il canale della Manica. Questo comporta ovviamente che i gatti scozzesi non hanno avuto scambi genetici con altre popolazioni per migliaia di anni e che tale condizione abbia favorito l'insorgere di nuove caratteristiche, assenti negli altri gatti selvatici europei.

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Per quanto riguarda al monitoraggio, i biologi di Saving Wildcats hanno fortunatamente già in mente come operare. Tenendo ben presente che studiare questi elusivi felini è piuttosto difficile, gli scienziati hanno inoltre deciso che i gatti selvatici che verranno rilasciati quest'anno e nei prossimi anni saranno dotati di collari GPS. In aggiunta, saranno collocate anche numerose fototrappole, in modo da ottenere costantemente immagini che possano essere utili per monitorare lo stato di salute e i movimenti dei diversi esemplari, oltre che la potenziale nascita di nuovi cuccioli.

«La lotta per ripristinare le popolazioni di gatti selvatici della Scozia è appena iniziata e siamo grati a tutti coloro che forniscono esperienza e supporto lungo il percorso» ha affermato la dottoressa Helen Senn, responsabile del progetto Saving Wildcats e responsabile per la conservazione della fauna selvatica della Royal Zoological Society of Scotland. È ancora difficile dire quanto tempo ci vorrà affinché i gatti selvatici scozzesi possano riprendersi i propri spazi all'interno di uno dei contesti ambientali più difficili del Regno Unito, ma insieme agli altri esperti che collaborano al progetto, tra cui Thomas MacDonell, membro del consiglio di amministrazione di Cairngorms Connect, la dottoressa è convinta che possa avvenire presto, se i volontari continueranno a far emergere il loro impegno nel tutelare questa specie.

«I quattro partner di gestione del territorio del Cairngorms National Park lavorano d'altronde senza sosta e in collaborazione per fornire un restauro ambientale su scala paesaggistica di oltre 600 km quadrati, nel tentativo di rendere la regione il luogo perfetto in cui far avvenire il rilascio. Siamo quindi fieri e fiduciosi sugli esiti del nostro lavoro» .

Sono laureato in Scienze Naturali e in Biologia e Biodiversità Ambientale, con due tesi su argomenti ornitologici. Sono un grande appassionato di escursionismo e di scienze e per questo ho deciso di frequentare un master in comunicazione scientifica. La scrittura è la mia più grande passione.
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