Oltre 6.800 condivisioni, più di 3.000 commenti e migliaia di reazioni: tanto ha suscitato un post condiviso sul gruppo “Beaumont buy sell and trade” in cui si offre di «preservare la memoria del tuo amato cane con un bellissimo tappeto fatto con il suo corpo». A corredo dell’annuncio – prezzo base per il tappeto, 800 dollari – una serie di foto che sembrano ritrarre appunto inquietanti tappeti fatti con pelli di cane, testa compresa, un po’ come accade (ancora, purtroppo!) con le pelli d’orso.

Il post, datato 23 luglio, è diventato virale a suon di commenti e condivisioni, con gli utenti che si sono divisi tra aspra condanna e ironia, uniti però nell’incredulità. Legittima, visto che andando a osservare meglio le foto e analizzando il profilo di chi lo ha postato appare evidente che si tratta di un troll riuscito nell’intento di suscitare dibattito.

I cosiddetti “troll”, infatti, sono persone che hanno solitamente profili fittizi o anonimi e si intromettono in gruppi o discussioni condividendo messaggi provocatori o irritanti proprio con l’obiettivo di suscitare un dibattito e dividere. Il post di “Howie Feltersnatch”, questo il nome del profilo, è riuscito nell’intento e inizia a girare anche sui social in lingua italiana.

Proprio dal suo profilo partiamo per capire quanto di vero ci sia nell’annuncio condiviso (nulla). Howie Feltersnatch è infatti un nome fittizio, e la foto profilo di Facebook, che mostra un giovane con camice bianco e targhetta che riporta nome e qualifica (ginecologo) è presa direttamente da Amazon, utilizzata per pubblicizzare un “costume da Dr. Howie Feltersnatch”. L’Howie Feltersnatch di Facebook ha 3 account su Facebook, 13 follower e si definisce “ginecologo freelance”. La foto di copertina mostra l’entrata di un centro che offre un trattamento di “vaginal streaming”, letteralmente “fumenti vaginali”. Il centro in questione si chiama Hooha V-Spa LLC e si trova a Las Vegas, in Nevada, che si trova a circa 2.400 chilometri da Beaumont, la cittadina in Texas cui è dedicato il gruppo di acquisto creato su Facebook in cui è stato postato l’annuncio. Anche qui: nulla di verosimile.

Sopra, il profilo di Howie Feltersnatch; sotto, l’annuncio Amazon di vendita del costume
in foto: Sopra, il profilo di Howie Feltersnatch; sotto, l’annuncio Amazon di vendita del costume

Sul suo profilo il sedicente ginecologo ha postato soltanto 4 foto, una delle quali mostra un alert con cui Facebook comunica di avere rimosso contenuti per violazione degli standard della community. Nessun amico, qualche profilo seguito, nessun post pubblico, tutti elementi che confermano la creazione di un profilo ad hoc proprio per “trollare”.

Andando poi a guardare nel dettaglio l’annuncio sulla vendita di tappeti fatti con animali domestici morti (e già soltanto l’idea appare inverosimile), basta osservare meglio per capire che si tratta di foto modificate con programmi di editing. Il “dottor Howie Feltersnatch” si è inoltre iscritto al gruppo “Beaumont buy sell and trade” lo stesso giorno in cui ha postato l’annuncio, e ha reagito a commenti in cui si invitavano le persone a riconoscere che si trattasse di un troll.

A un utente che ha sottolineato che «questo post non è nulla di vero, ma farò comunque uno screenshot», il troll ha risposto «sì certo, sto anche pensando di darmi alla tassidermia sui gatti. L’ho fatto già sul gatto della mia vicina Sheila, lei pensa sia scomparso lo scorso dicembre». A corredo un’altra foto editata che mostra il presunto gatto imbalsamato, ovviamente fake.

L’annuncio che propone di trasformare gli animali domestici deceduti in tappeti da tenere a casa, insomma, è chiaramente falso e altrettanto chiaramente è un tentativo di alimentare reazioni e dibattito e fare “rumore” sui social. Obiettivo raggiunto, vista la mole di commenti e condivisioni.

È bene però ricordare che in questi casi, anche se si condivide con buone intenzioni per condannare un post, si sta in realtà contribuendo a diffondere una fake news: su Kodami abbiamo già spiegato quanto danno e quanta confusione possano creare le condivisioni in buona fede di non notizie, di notizie false o di notizie non verificate. Meglio fermarsi a pensare qualche istante prima di premere “condividi”, e piuttosto segnalare il post a Facebook per chiederne la rimozione.