Le persone tendono a creare oggetti che gli assomigliano e questo meccanismo psicologico potrebbe applicarsi anche per gli animali di cui ci si circonda. A rivelarlo è una ricerca pubblicata su Frontiers in Psychology dai ricercatori dell'Università di Aoyama Gakuin a Shibuya, in Giappone.

Per scoprirlo i ricercatori hanno messo in piedi un esperimento senza dubbio originale. 32 studenti universitari giapponesi hanno creato amatorialmente una bambola ciascuno e poi sono state scattate delle foto degli studenti e delle rispettive creazioni. Successivamente sono stati coinvolti altri 102 studenti provenienti dai principali college di Hokkaido e Tokyo e gli è stato chiesto di abbinare correttamente i creatori con le proprie bambole: il risultato è stato impressionante.

I partecipanti, infatti, sono stati in grado di abbinare le bambole con i loro creatori correttamente nella maggior parte dei casi. Ma com'è possibile?

Il "self seeks life", un meccanismo psicologico che mettono in atto alcuni esseri viventi

Questo comportamento avviene per un fenomeno che si chiama "self seeks like", letteralmente "ricerca di qualcosa simile a se stessi", ed è un meccanismo psicologico innato nelle persone che sembra servire principalmente per quello che gli psicologi chiamano "accoppiamento assortivo", ampiamente presente in natura in diverse specie, non solo negli umani.

L'accoppiamento assortivo consiste nel ricercare qualcosa che ci assomiglia il più possibile e in natura aumenta la probabilità di trovare un partner geneticamente simile. Questo è particolarmente utile in quelle specie animali molto simili, in cui è fondamentale avere un "buon occhio" per poter distinguer un rappresentante della propria specie.

I ricercatori suggeriscono che questo meccanismo, che sembra essersi evoluto principalmente a scopo riproduttivo, potrebbe essere utilizzato involontariamente quando si creano oggetti, come le bambole dell'esperimento, e nella scelta dei propri compagni a quattro zampe.

Infatti, anche uno studio del 2005 pubblicato su Journal of Ethology presenta la prova che lo stesso meccanismo comportamentale sembra essere applicato anche quando un essere umano sceglie il proprio compagno animale.

Il motivo, spiegano i ricercatori, risiede in due componenti tipiche del comportamento umano: il narcisismo e lo sviluppo del senso di bellezza da piccoli.

Il primo, infatti, è un termine che in psicologia viene utilizzato sia per descrivere il normale amore per se stessi che l'insano egocentrismo causato da un disturbo del senso di sé e sembra giocare un ruolo importante non solo nella scelta del compagno animale ma anche in molti altri casi.

L'importanza dell'imprinting che appartiene anche agli esseri umani

Inoltre, affermano sempre i ricercatori, gli esseri umani sviluppano un senso di bellezza da piccoli tramite "l'imprinting", una meccanismo etologico che serve a fissare una memoria stabile delle caratteristiche fisiche degli individui da cui si verrà allevati o degli individui con i quali è possibile riprodursi.

I due criteri citati precedentemente, dunque, potrebbero essere alla base di molte scelte che effettuiamo ogni giorno e del motivo per cui tendiamo a creare oggetti e a circondarci di animali che ci assomigliano.

Questo interessante filone di ricerca ha ancora molto da spiegare al mondo. Quel che sappiamo ad oggi, grazie alle altre ricerche condotte sul tema, è che oltre ad adottare un compagno animale che gli somigli e creare bambole simili a se stessi, le persone tendono ad applicare lo stesso meccanismo quando si compra una macchina, ai disegnatori di manga quando creano un personaggio per i loro fumetti e agli scultori delle statue di Buddha quando scolpiscono le loro creazioni.