Una coppia di asini in Sardegna
in foto: Una coppia di asini in Sardegna

Prima parziale vittoria della LAV contro il Dipartimento Sviluppo Rurale e Territoriale della Regione Sicilia che aveva deciso l’alienazione di 6 asini e 19 cavalli salvati da un incendio e in stallo all’interno dell’Azienda Pilota regionale per l’allevamento dell’Asino Ragusano, nel parco forestale di Calaforno, in provincia di Ragusa.

La Regione Siciliana, a seguito della lettera che l’associazione ha inviato la scorsa settimana al neo Presidente Renato Schifani, ha oggi comunicato la sospensione dell’asta decisa dal Dipartimento seguendo le indicazioni del Programma degli Interventi 2022.

Indicazioni che prevedono «di spostare da quel luogo tutti quei capi che non sono conformi agli standard della razza o che, anche con un attento controllo, possono generare accoppiamenti non desiderati. Una necessità, questa, legata al progetto di miglioramento dell’allevamento stesso».

Un intervento, dunque, che serve per preservare la razza autoctona dell’asino ragusano, mantenuto finora in purezza dal 1985. Ma indirizzato anche, a evitare il mantenimento degli animali, spesa che non è compresa nelle attività del Piano degli interventi del Dipartimento. Che come è già stato sottolineato, prevede soltanto l’allevamento dell’asino al fine di conservare la razza in via di estinzione e farla conoscere al grande pubblico».

Dopo che la LAV ha però sollevato pubblicamente la notizia della svendita di questi 25 equidi, la Regione ha fatto marcia indietro. Almeno temporaneamente, anche se la vita degli animali continua a rimanere appesa a un filo.

Resta la soddisfazione per l’ottimo risultato ottenuto grazie anche all’enorme clamore che una simile vicenda ha scatenato sia in Sicilia che nel resto del Paese. «Accogliamo favorevolmente questa sospensione, ma non basta: 25 animali non possono essere svenduti all’asta come un vecchio mobilio da dismettere con l’arrivo del nuovo Presidente», ha dichiarato Nadia Zurlo, Responsabile Area Equidi LAV.

«È un buon inizio per aprire un confronto con la Regione, ma il Presidente Renato Schifani deve dare un’indicazione chiara del Suo governo: gli animali li vuole salvi o dentro un panino?» ha proseguito la Zurlo.

«Rinnoviamo quindi l’invito al Presidente Schifani di annullare, non sospendere soltanto, l'asta pubblica. E di ridefinire il piano di interventi del parco, stanziare i fondi necessari per il mantenimento in vita di questi animali e, in ultimo, adottare una moratoria delle nascite attraverso mezzi naturali, come la separazione dei maschi dalle femmine, o attraverso la sterilizzazione dei maschi», ha concluso Zurlo.