Soccorsa a 4 mesi con una grave forma di rogna, la lupa Sibilla torna in libertà: l’emozionante momento della liberazione

L'animale era stato trovato a ottobre, gravemente debilitato dalla rogna. Ricoverato all’Ospedale Veterinario Didattico dell’Università degli Studi di Perugia e poi al Cras, è guarito ed è stato liberato in una vallata della zona di Norcia.

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12 Febbraio 2024
10:27
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Le hanno augurato «un buon viaggio», soddisfatti di vederla correre verso i boschi, suo habitat naturale, dopo oltre 5 mesi di permanenza in cattività. La lupa Sibilla, ritrovata nell’ottobre del 2023 vicino a Norcia, fortemente debilitata a causa di una grave forma di rogna, è tornata in libertà, il momento immortalato dalle videocamere degli operatori del Parco Nazionale Monte Sibillini.

Sibilla era stata recuperata il 3 ottobre ad appena quattro mesi d’età. Una cucciola accasciata al suolo, completamente glabra e indebolita dalla rogna, immediatamente trasferita all’Ospedale Veterinario Didattico dell’Università degli Studi di Perugia dall’Associazione WildUmbria per le prime cure. Dopo la sua stabilizzazione clinica era stata accolta nelle strutture dell’associazione per la degenza, e una volta guarita, il 20 dicembre, era stata trasferita nel Centro di Recupero degli Animali Selvatici (CRAS) di Castelsantangelo sul Nera, gestito dal Parco, in attesa di una ricrescita completa del suo pelo e di condizioni meteorologiche meno incerte per la liberazione.

«In questa struttura – spiega l’Ente Parco – è stato seguita osservandone le fasi di recupero fino al raggiungimento di condizioni fisiche idonee per aumentarne le chance per la sopravvivenza di vita in natura. Negli ultimi giorni Sibilla mostrava buone condizioni di salute con normali parametri nella mobilità e nel comportamento. La ricrescita del pelo era stata completata. Le attività di cura, gestione e alimentazione dell’animale, sia presso il centro di WildUmbria, sia presso il centro di Castelsantangelo sul Nera, si sono svolte prestando la massima attenzione a non mettere in atto interazioni con l’uomo tali da favorire comportamenti di imprinting o comunque confidenti».

Era dunque arrivato il momento di rimettere la lupa in libertà, e l’8 febbraio è stato quello giusto. Sibilla è stata sedata e trasferita in un luogo in precedenza individuato nella valle del territorio di Norcia, che presenta le caratteristiche ambientali idonee al rilascio: presenza di boschi, prede naturali, radure e punti d’acqua. Si tratta inoltre di un’area in cui, secondo i dati a disposizione del Parco, fa parte dell’areale abitato dal suo gruppo familiare di origine.

Sibilla è stata dotata di radiocollare satellitare, come previsto in questi casi, per seguirne costantemente i movimenti: «Saranno sicuramente importanti informazioni per capire il comportamento successivo al rilascio e se come e quando possa riacquistare una sua “posizione” nel proprio gruppo familiare oppure in aree e territori più distanti – conclude l’Ente Parco – L’augurio è che la lupa Sibilla possa riadattarsi bene alla vita in natura e ricongiungersi al proprio gruppo familiare, da cui è rimasta separata per oltre quattro mesi».

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Andrea Barsanti
Giornalista
Sono nata in Liguria nel 1984, da qualche anno vivo a Roma. Giornalista dal 2012, grazie a Kodami l'amore per gli animali è diventato un lavoro attraverso cui provo a fare la differenza. A ricordarmelo anche Supplì, il gatto con cui condivido la vita. Nel tempo libero tanti libri, qualche viaggio e una continua scoperta di ciò che mi circonda.
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