Sbadigliare è un comportamento che attuiamo frequentemente: lo facciamo mentre siamo a lavoro, mentre guardiamo la tv o anche nelle situazioni più inaspettate. La nostra specie però non è l'unica a farlo: lo sbadiglio è infatti un'azione stereotipata diffusa in tantissimi animali diversi.

Una cosa interessante da chiedersi è: perché lo facciamo? Sono state avanzate molte ipotesi riguardo l'origine biologica dello sbadiglio ma, ad oggi, la più supportata da ricerche scientifiche sostiene che sia un meccanismo per raffreddare il cervello. A sostenere questa ipotesi è un nuovo studio pubblicato recentemente su communications biology condotto da un team internazionale di ricerca che rivela che la durata dello sbadiglio è correlato alle dimensioni del cervello degli animali.

Lo studio sullo sbadiglio negli animali

Per condurre lo studio i ricercatori, equipaggiati con macchine fotografiche e telecamere, hanno visitato diversi zoo per osservare e videoregistrare quanti più sbadigli possibili tra le diverse specie. L'attesa è stata lunga ma, integrando anche i dati con video di sbadigli trovati sul web, tra Facebook e Youtube, sono riusciti a raccogliere un totale di ben 1291 sbadigli appartenenti a 101 specie diverse tra cui 55 mammiferi e 46 uccelli.

Successivamente hanno analizzato tutti i video, sbadiglio per sbadiglio, calcolando la durata di ognuno e correlando i dati con le dimensioni cerebrali e neuronali delle specie in questione trovate in letteratura scientifica. I risultati sono stati davvero interessanti: i vertebrati con cervelli più grandi e dotati di un numero maggiore di neuroni producono anche sbadigli più lunghi a prescindere dalle loro dimensioni corporee.

Lo sbadiglio come adattamento termoregolatore del cervello

I risultati di questo studio supportano l'ipotesi che lo sbadiglio serva a raffreddare il cervello: cervelli grandi infatti producono più calore dovuto a una maggiore attività neuronale e quindi hanno anche un maggior bisogno di raffreddarsi. Il raffreddamento del cervello è dovuto proprio al meccanismo dello sbadiglio: inalare aria fresca e allungare i muscoli che circondano le cavità orali permette infatti di far arrivare più sangue freddo al cervello, come suggerito da uno degli autori dello studio Andrew Gallup.

Inoltre, comparando i mammiferi con gli uccelli si sono accorti che i secondi hanno sbadigli più brevi: la temperatura corporea degli uccelli infatti è mediamente più alta rispetto a quella dei mammiferi. La forte escursione quindi tra temperatura interna e temperatura ambientale permette un raffreddamento più rapido del cervello, rendendo meno necessario uno sbadiglio di lunga durata.

Lo sbadiglio sembra quindi essere un meccanismo che aiuta a rendere il cervello più efficiente: forse dovremmo sbadigliare più spesso e pensare che ci aiuta a restare vigili.