Le associazioni animaliste stanno tentando il tutto e per tutto per salvare il capriolo femmina Federica e il suo cucciolo che da mesi sono bloccati all’aeroporto di Rimini. Gli animali si sarebbero intrufolati tra le piste dello scalo. Finora non è stato possibile catturarli e rimetterli in libertà. All'inizio si pensava ce ne fosse solo uno, invece ora la scoperta: Federica (che si credeva fosse Federico), ha il suo cucciolo.

Il presidente della Provincia, Riziero Santi, aveva diffuso la notizia dell’abbattimento, ma una protesta degli attivisti ha portato ad altre 48 ore di attesa. In questi due giorni si potrà capire se è possibile prenderli e rimetterli in libertà. L’assessore comunale Jamil Sadegholvaad ha concesso questa proroga: ora sarà tutta cura delle associazioni per cercare di catturarli e salvarli.

«Avevo creduto e investito su questa possibilità e oggi i sentimenti che provo sono di delusione e sincero dolore – spiegava Santi nel dare la notizia dell'abbattimento – Alla mia richiesta di spiegazioni sui fallimenti degli esperti, appositamente ingaggiati, mi è stato riferito che il proiettile anestetizzante è sparato da un fucile ad aria compressa che ha una gittata non superiore a 20/30 metri e che deve colpire una parte non vitale e che l’animale si sa muovere perché è abituato agli ambienti e ai ritmi del luogo e non è avvicinabile a quelle distanze». Inoltre, anche i diversi tentativi di accerchiamento con le reti non avevano dato l’esito sperato».

Il capriolo è stato chiamato Federica per ricordare il regista Fellini, a cui è intitolato l’aeroporto. «Dobbiamo correre contro il tempo per salvare questo innocente», commentano da Enpa Rimini. Tra le altre realtà che si sono impegnate sul posto, anche l'associazione Dna, Fondazione Cetacea, Animal Freedom. «Ce la stiamo mettendo tutta, è diventato il simbolo della vita – spiega Uliana Vergoni, presidente di Dna Rimini – È un capriolo giovane, di un anno e mezzo. Entrò in aeroporto da piccolo, quando nello scalo non c'erano voli. Capiamo che è in un aeroporto e che la sicurezza è la prima cosa, ma non comprendiamo perché vogliano fare un abbattimento come prima scelta. Ringrazio tutte le altre associazioni che si stanno battendo come noi in questo lavoro di squadra per garantire la vita».

«Non si tratta di un capriolo maschio (Federico) ma di una femmina (quindi Federica) e di un cucciolo – commentano da Fondazione Cetacea – Questo un estratto della relazione dell'esperto che non ha potuto procedere al recupero per numerose difficoltà insorte: ‘L'attenta valutazione delle aree di pascolo negli orari sensibili e dei siti fonte di riparo degli animali ha rilevato la presenza di 2 caprioli, un adulto femmina e un giovane animale di circa tre mesi, verosimilmente figlio della prima. Risulta improbabile, ma non è da escludere, la presenza di altri animali in transito per i suddetti motivi». Per la Fondazione, molto impegnata in Emilia-Romagna e nel resto d'Italia per la tutela della fauna selvatica, «la situazione appare ben più grave del previsto». «Oggi abbiamo interpellato il Cras ‘il Pettirosso' di Modena che è intervenuto già diverse volte e con successo nell'aeroporto di quella città. Sono disposti ad intervenire subito – aggiungono – Abbiamo letto la relazione degli esperti che erano intervenuti qualche settimana fa e che lamentano una scarsa collaborazione. Sorgono alcuni punti interrogativi: un aeroporto internazionale non dovrebbe essere ben isolato dall'esterno con una recinzione a prova di terroristi? Come è entrata Federica? Prima di porsi il problema dell'abbattimento non è meglio porsi quello della sicurezza?  Con che cuore si uccidono due animali in perfetta salute per una situazione causata da incuria umana? Crediamo sia opportuno continuare a fare pressione sui responsabili del Fellini perchè chiudano nel modo più degno di una città come Rimini questa brutta vicenda. Federica e il suo cucciolo devono vivere».