8 Febbraio 2023
11:06

Ragazza attaccata e uccisa da uno squalo in Australia. L’esperta: «Non è stato uno squalo toro ma un leuca»

Sabato scorso una ragazza di 16 anni in Australia è stata uccisa da uno squalo, un tragico evento estremamente raro, proprio come racconta a Kodami l'esperta di squali Laura Piredda.

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Lo scorso sabato 4 febbraio Stella Berry ha deciso di nuotare con alcuni delfini avvistati in un tratto di acqua dolce vicino al Fremantle Traffic Bridge a North Fremantle, un sobborgo di Perth nell'Australia occidentale. In quel momento, però, la ragazza di soli 16 anni ha incontrato un infausto destino: nelle stesse acque torbide nuotava anche uno squalo che l'ha attaccata e uccisa.

Si trovava alla foce del fiume Swan e le autorità locali hanno identificato la specie che ha aggredito la ragazza come uno squalo leuca. Purtroppo sono stati inutili i soccorsi che si sono immediatamente precipitati sul posto e la giovane non ce l'ha fatta dopo essere stata trasportata urgentemente in ospedale per via delle gravi ferite inferte dall'animale.

«Forse la ragazza aveva avvistato un delfino che apparteneva al una specie sorella dell'orcella asiatica, un mammifero marino tipico della Malesia e oceano indopacifico, che può trovarsi anche in acque dolci in Australia. Si è gettata in acqua per nuotare con questi intelligenti cetacei, ma purtroppo si è trovata nel luogo sbagliato al momento sbagliato». Queste le parole di Laura Piredda, biologa marina esperta di squali, per commentare a Kodami il triste evento.

«Ho notato che nel riportare la notizia, poi, c'è stata un po' di confusione sulle specie – spiega l'esperta – Per noi in Italia lo squalo toro è la specie Carcharias taurus ma quella indicata dalle autorità locali è definita in inglese "bull shark" che in italiano invece traduciamo come squalo leuca (Carcharhinus leucas). Molti erroneamente traducono letteralmente la parola inglese "bull" con toro, ma è sbagliato».

La biologa marina spiega anche che l'animale è piuttosto comune in tutto il mondo ed è normale che potesse trovarsi in quella zona: «Lo squalo leuca ha distribuzione circumglobale e può anche abitare acque dolci. Si trova anche in oceani tropicali, sub tropicali e acque temperate».

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Fremantle Traffic Bridge a North Fremantle

Raro invece l'attacco all'essere umano, proprio come è possibile notare negli archivi del Florida Museum che grazie al progetto International Shark Attack File ha raccolto e documentato scientificamente tutti gli attacchi di squali conosciuti al mondo a partire dal 1500 ad oggi. Secondo il database l'Australia occidentale in questo lungo lasso di tempo ha collezionato solo 111 attacchi di squali, un numero estremamente irrilevante se paragonato alle dimensioni delle popolazioni di squali nelle acque australiane e all'incredibile arco temporale nel quale gli attacchi sono distribuiti.

«Purtroppo è stato un incidente – continua la biologa – L'acqua sarà stata abbastanza torbida da rendere difficile l'individuazione dell'animale e magari la ragazza faceva molti schizzi nuotando. Questo potrebbe aver causato un attacco. Capisco però perché la notizia abbia fatto un certo scalpore, anche se purtroppo la situazione fra l'uomo e lo squalo è ben più complessa».

Laura Piredda, infatti, racconta come i trascorsi fra essere umano e questa specie, purtroppo, siano ben più sanguinosi e non per colpa degli squali:«Purtroppo spesso è una specie definita "bycatch", ovvero organismi che vengono catturati involontariamente assieme alla specie ricercata durante l'attività di pesca, e altrettanto spesso in questa operazione ci rimettono la vita. Altre volte invece vengono catturate volontariamente poiché la carne e le pinne vengono vendute al mercato nero».

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