Siamo in pura emergenza nella provincia di Catania. Dopo la segnalazione da parte del Partito animalista italiano dello stato di degrado in cui versano le aree di sgambamento per i cani del capoluogo e i casi reiterati di violenza sugli animali registrati nella provincia, ieri quattro cuccioli di Pastore Maremmano sono stati trovati morti e abbandonati fra i rifiuti. Secondo le primissime indagini svolte dai veterinari, sembrerebbe che i poveri cuccioli di poche settimane sarebbero stati avvelenati e della madre non si sono trovate delle tracce. L’area in cui sono stati trovati i corpi e un quinto cucciolo, fortunatamente ancora in vita, si trova in un terreno incolto di via Giuseppe Seminara, presso la frazione di Aci Platani ad Acireale.

Qualche mese fa, nei pressi della stessa frazione, erano stati ritrovati altri cuccioli uccisi a bastonate. Non si sa dunque se questi efferati reati siano stati effettuati da un unico individuo o se coinvolgono diverse persone.  Si sa però che l’unico sopravvissuto della cucciolata è stato affidato alle cure dell’Enpa, grazie al contributo dell'Ispettore Grazia Catania dell'Ufficio diritti animali della Polizia Municipale.

Questo non è il primo caso di violenza perpetuato in questo mese a danno degli animali domestici in Sicilia. Abbiamo il caso dei gatti uccisi da un immigrato a Palermo, il caso del tentato omicidio a Gela, il caso dei due Beagle segregati in un box da anni e svariati altri incidenti. Tutti brutti esempi che testimoniano come la regione sia fra le più pericolose per la vita degli animali, mancando tra l'altro di molteplici  servizi che metterebbero in sicurezza l'esistenza stessa dei randagi.

Si ricorda che l’uccisione di animali costituisce un reato sanzionato anche con la reclusione e che persino l’abbandono rappresenta un prerequisito per avere problemi con la giustizia.

Durante i mesi invernali, nei giorni antecedenti il Natale, è norma trovare in Sicilia cani domestici abbandonati nei pressi delle piazze di sosta principali delle periferie. Cattiva abitudine, da scongiurare e arginare insieme alla violenza perpetrata nei confronti di questi animali, il cui benessere dovrebbe divenire un o degli obiettivi principali per tutti i sindaci e i cittadini dell'isola.