Pietro Fiocchi
in foto: Pietro Fiocchi durante un comizio e a caccia

Padre di famiglia, cacciatore, imprenditore: è questo il ritratto che fa di se stesso Pietro Fiocchi, esponente di Fratelli d'Italia nel Parlamento Europeo. Pur essendo a Bruxelles, Fiocchi sta sostenendo la campagna elettorale del suo partito rivolgendosi principalmente agli amanti del mondo venatorio.

«Chiunque è a conoscenza che Fratelli d’Italia ha al suo interno numerosi e autorevoli personaggi legati al mondo venatorio, impegnati a vari livelli», ha detto l'europarlamentare sui suoi canali social. Post e video che testimoniano l'impegno pubblico di Fiocchi per i cacciatori e che contano migliaia di commenti e condivisioni.

Come abbiamo visto nel programma presentato da Fratelli d'Italia per le elezioni politiche del 25 settembre 2022, gli animali non sono tutti uguali. Il partito guidato da Giorgia Meloni prevede infatti l'aumento delle pene per chi commette reati contro gli animali, ma cristallizza la distinzione esistente tra i domestici, da tutelare, e i selvatici, “da gestire”.

Per Fiocchi, l'impegno di Fratelli d'Italia alla «tutela delle specie e della biodiversità» non entra in contrasto con il mondo venatorio, come ha spiegato egli stesso: «Come tanti cacciatori, quasi ogni anno, prendo parte all’attività di censimento della fauna, nel mio caso tipica alpina, chi mi conosce saprà della mia grande passione per i galli. Fare i censimenti è un dovere per noi cacciatori ma anche un enorme piacere, rappresenta un elemento importante dell’attività venatoria, facciamo monitoraggio attivo della biodiversità segnalando possibili problemi e, raccogliendo dati fondamentali per prenderci cura di animali e habitat, ci assicuriamo che ogni specie sia in salute e in equilibrio».

Fiocchi non ha mai nascosto di essere egli stesso un assiduo cacciatore e di essere impegnato spesso in battute di caccia con il suo cane Merlot.

Diversi studi però confermano che sia la caccia che il bracconaggio rappresentano veri pericolo per gli animali e per l'uomo poiché aumentano il rischio di malattie zoonotiche. L'ultimo rapporto in tal senso è della Convention on the Conservation of Migratory Species of Wild Animals (CMS), l’organo internazionale delle Nazioni Unite che si occupa di coordinare le attività di conservazione e tutela delle specie migratorie e dei loro habitat.

La caccia è invocata anche per contrastare la diffusione di una epidemia animale non zoonotica come la peste suina africana. Gli esperti scoraggiano l'uso di questa pratica anche per tali fini, dato che al contrario può incentivare la riproduzione dei suidi, agevolando l'espansione del contagio. Inoltre, come aveva sottolineato a Kodami Vincenzo Caputo, direttore generale dell'Istituto zooprofilattico sperimentale dell'Umbria e delle Marche (IZSUM): «Non si può basare l’eradicazione di una malattia come la peste suina africana su un gruppo di volontari che hanno interessi legati alla loro attività».

Gli interessi legati ai gruppi venatori vengono però chiamati in causa per il sostegno elettorale, cosa di cui Fiocchi è ben consapevole e su cui spinge molto: «Per una volta abbiamo la possibilità di portare al Governo un certo numero di esponenti del mondo venatorio e molte persone aperte alle nostre problematiche. Possiamo davvero riscrivere il futuro della nostra passione, insieme, uniti si vince! Mi raccomando votate!».