A Pontecorvo, Comune di 13mila anime in Provincia di Frosinone, non ci sono attualmente più cani nel canile. Grazie al lavoro sinergico tra associazioni e istituzioni, con la nomina di una volontaria in giunta comunale, tutti i suoi cani sono stati dati in adozione. Non si tratta di numeri a tre zeri, al massimo l'amministrazione si è presa cura di una ventina di esemplari, ma il sindaco racconta a Kodami, con una nota d’orgoglio, il risultato dell’impegno per i diritti degli animali.

Anselmo Rotondo è al suo secondo mandato alla guida di Pontecorvo e ammette di non aver avuto in precedenza un dialogo così stretto con i volontari. Poi, a un certo punto, le cose sono cambiate. Prima è iniziato il dialogo con la responsabile locale dell’Enpa, Marisa Forlini. Poi, ci sono state le elezioni e i cittadini lo hanno rieletto. Subito dopo ha rinominato la nuova giunta. Nell'esecutivo è entrata un'attivista. «Ora è con me Annagrazia Longo, una delle volontarie che ha la delega alla tutela degli animali randagi e alla pubblica istruzione – spiega – Hanno lavorato subito sulle adozioni, hanno fatto raccolte di fondi nel paese e la comunità ha subito risposto bene. Sono riusciti a far adottare i cani in tutta Italia e così abbiamo svuotato il canile di Arpino dove li ospitavamo».

Ma quanti erano i cani di Pontecorvo ad Arpino? «Fino a 3 o 4 anni fa ospitavamo fino a 20 cani che costano circa 5 euro al giorno. Siamo arrivati a spendere anche fino a 20 mila euro l’anno». Oggi, dunque, quella spesa è diventata risparmio per le casse comunali. «Vogliamo investire quelle risorse sempre per la tutela dei diritti degli animali – aggiunge il sindaco – Lo scorso anno avevamo speso 5 mila euro per la microchippatura, ora avvieremo un piano di sterilizzazione».

Le fasi dell'adozione per arrivare al canile senza cani

Ma quali azioni sono state eseguite, in pratica, per arrivare al canile senza cani? «Il modello è stato molto semplice – racconta l’assessore Longo, che ha mutuato in Comune proprio le dinamiche che portano avanti le associazioni di volontariato – Da tempo lavoravamo tutte per la tutela dei diritti degli animali e l’attività poi è proseguita con la nomina in Giunta. Ci siamo fatti mandare le foto dei cani del canile e abbiamo fatto appelli su Internet, ripetuti e continui, grazie ai quali sono arrivate richieste un po’ da tutta Italia. In quel momento abbiamo iniziato i percorsi di pre-affido con un lavoro di rete con i volontari di tutta Italia, andando a vedere le famiglie che volevano adottare. Poi abbiamo spedito un modulo di adozione per capire se avevano mai avuto esperienze simili, anche con domande a trabocchetto». Una volta superata la fase preliminare sono passati a quella operativa. «Abbiamo dato seguito all’adozione e abbiamo identificato le staffette che arrivavano sul posto. Le abbiamo selezionate accertandoci della qualità degli staffettisti grazie al passaparola dei volontari», aggiunge. Oggi lo stato di salute dei cani adottati viene accertato attraverso visite a sorpresa, con un  percorso di post-affido gestito sempre grazie al rapporto tra i volontari e l'amministrazione comunale.

«Ci sono circa una decina di volontari che hanno collaborato al raggiungimento di questo obiettivo – continua Longo – Nel Comune, comprese le zone di campagna, ci sono una cinquantina di cani vaganti. A Pontecorvo la situazione più complessa è legata a cani e gatti che vengono investiti e rimangono in strada per molto tempo. Ciclicamente avvengono casi di maltrattamento ad animali. Avvieremo le sterilizzazioni che faremo richiedendo anche fondi alla Regione Lazio».

Nel Comune della Provincia di Frosinone c'è oggi una maggiore attenzione sui casi di maltrattamento. Un tempo, precisa la delegata del sindaco, non era così. «Da quando è aumentato l'attivismo civico sui diritti degli animali c'è una maggiore sensibilità culturale sul mantenimento di cani e gatti», conclude.

Staffette: dall'amore al business delle adozioni