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23 Giugno 2021
15:29

Perugia, trovata una tartaruga azzannatrice. L’esperto: «Ritrovamenti sempre più frequenti»

Continuano in Italia gli avvistamenti di tartarughe azzannatrici. Un nuovo esemplare è stato trovato in un laghetto privato: i carabinieri forestali del nucleo Cites l’hanno individuato e recuperato nel Comune di Cannara, in Provincia di Perugia. L’animale (Chelydra serpentina), è molto aggressivo quando si trova fuori dall’acqua e in Italia ne è vietata la vendita e la detenzione.

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Continuano in Italia gli avvistamenti di tartarughe azzannatrici. Un nuovo esemplare (dopo quello di qualche giorno fa a Torino) è stato trovato in un laghetto privato: i carabinieri forestali del nucleo Cites l’hanno recuperato nel Comune di Cannara, in Provincia di Perugia. L’animale (Chelydra serpentina), è molto aggressivo quando si trova fuori dall’acqua e in Italia ne è vietata la vendita e la detenzione.

L’azzannatrice ha un corpo robusto, una lunga coda e muscoli del collo particolarmente sviluppati che le consentono di sferrare morsi pericolosi anche per l'uomo. Infatti, può amputare di netto le falangi delle dita. L’esemplare recuperato dai forestali ha un carapace di 25 cm: è il terzo rinvenimento in Umbria dopo quello del 2010 a Otricoli (Terni) e del 2012 a Gubbio (Perugia). La sua voracità può rappresentare un pericolo anche per la Emys orbicularis, unica specie autoctona di tartaruga d'acqua.

In Italia la "serpentina" (chiamata così anche perché il suo muso somiglia a quello di un serpente) è inserita tra le specie considerate pericolose per la salute e la pubblica incolumità. Il suo commercio è parte del mercato nero degli animali: entrano illegalmente e poi vengono abbandonate in natura una volta cresciute e diventate difficili da gestire.

L'esemplare scoperto nel perugino è in buone condizioni ed è stato affidato in custodia all'erpetologo Carlo Guidi dello Zooproject di Perugia, una delle poche strutture in Italia che è autorizzata alla detenzione di rettili pericolosi. «Il ritrovamento sempre più frequente di tartarughe azzannatrici nei nostri corsi d’acqua dimostra quanto sia facile l’adattamento di questi animali di origine nordamericana al nostro ambiente – spiega Guidi – Sono in grado di fare letargo e quindi superare bene i nostri inverni. La Chelydra serpentina può raggiungere i 70 cm di carapace e qualche decina di kg di peso. Ogni volta che si introduce un essere vivente non autoctono in un ambiente si va a rompere il delicato equilibrio che esiste all’interno di qualsiasi ecosistema. Sarebbe auspicabile ‘bonificare' i nostri territori da questi animali, combattere la detenzione illegale per salvaguardare le popolazioni autoctone di pesci, anfibi, rettili ed anche uccelli»

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