17 Marzo 2023
9:00

Perché il gatto ha paura di uscire?

Un gatto potrebbe non voler uscire di casa per diversi motivi: ha sempre vissuto in casa, ha subito traumi, ha paura dell'ignoto. In ogni caso, è importante intervenire per aiutarlo a superare la paura.

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Quali possono essere i motivi per cui un gatto ha paura di uscire di casa e cosa fare in questi casi? È giusto occuparcene?

Mi è capitato di sentire le testimonianze di petmate secondo i quali il loro gatto, alla sola vista della porta di casa aperta, si farebbe prendere dal terrore ed eviterebbe di mettere il naso fuori di casa. Questi racconti vengono spesso usati come dimostrazione del fatto che i gatti non amino uscire, anzi non siano assolutamente interessati a farlo.

Sfortunatamente, come spesso capita quando si parla di comportamento, una cosa è il fenomeno che noi osserviamo esternamente, altro è quello che l'animale sta vivendo internamente. Non sempre, infatti, l'interpretazione che diamo dei comportamenti che stiamo osservando trova poi una corrispondenza con quella che il senso comune ci suggerisce.

Paura da confinamento

Se a non voler uscire è un gatto che ha sempre vissuto in casa e senza aver l’opzione di un’uscita esterna, possiamo dire che la sua reazione è assolutamente normale. Qualunque essere vivente (essere umano incluso), che per un tempo sufficientemente lungo viva in uno spazio confinato, avrà paura di affrontare la libertà che lo spazio aperto rappresenta.

Questo succede perché nel vivere perennemente al chiuso gli accadimenti, le esperienze, gli stimoli si riducono ad una gamma piuttosto limitata alla quale, a lungo andare, l’animale si adatta. Impara a prevedere solo quell’insieme di eventi lì e disimpara gradualmente ad essere flessibile, a vedere le novità come fonte di curiosità anziché come minaccia, le sue capacità di problem solving si impoveriscono. Le ristrettezze fisiche si riflettono in una certa ristrettezza mentale.

D'altra parte, affacciarsi su un ambiente sconosciuto significa confrontarsi con l'ignoto quotidiano e con una enorme diversità di stimoli e di situazioni nuove. Questo lo sa inconsciamente ciascuno di noi, essere umano o animale che sia. Ecco perché uscire in esterno dopo una situazione di confinamento durato molto tempo fa così paura e non ci si può aspettare che il gatto la superi da un momento all'altro solo perché una porta, sempre sbarrata, all'improvviso si apre.

Paura da trauma

Un'altra situazione potrebbe essere data da un gatto che in esterno ha subito un trauma: per esempio potrebbe aver incontrato un competitore nel suo quartiere o potrebbe aver subìto uno shock come un incidente stradale. In tutti questi casi possiamo dire che quella di non uscire è una scelta strategica del gatto.

Paura da cambio di ambiente

Potrebbe anche darsi che l’ambiente che il gatto usava frequentare abbia subìto delle modifiche tali da rendersi irriconoscibile. Ad esempio, il micio potrebbe aver scoperto che un cantiere edile si è improvvisamente eretto davanti al portone di casa.

Paura dell’ignoto

Un’altra situazione potrebbe essere legata al micio che – seppur abituato a vivere l'esterno – è appena stato adottato e non conosce niente del nuovo ambiente in cui è andato a vivere. In questo caso, normalmente, un po’ di tempo per adattarsi è tutto ciò che serve per sciogliere le riserve.

Come aiutare il gatto a superare la paura

Che sia la conseguenza di una ipostimolazione, l'effetto di un trauma o di un cambiamento ambientale, lasciare un gatto nel brodo delle sue paure e dei suoi timori non è mai troppo costruttivo. E questo perché anche vivere nella paura, auto-limitando le proprie capacità e le proprie potenzialità, può diventare una gabbia e, a lungo andare, portare il micio a sviluppare problemi fisici e comportamentali.

Ma come fare per aiutare ed incoraggiare un gatto a riprendere familiarità con l'ambiente esterno? Come sempre non esistono ricette che vadano bene sempre e per tutti perché l’agire dipenderà dai motivi che bloccano l'iniziativa del gatto e dal contesto che il gatto si trova ad affrontare. C'è un elemento però che accomuna tutte le situazioni: il gatto deve essere lasciato libero di stabilire in autonomia fino a che punto esporsi, per quanto tempo, e quando farlo. Più è libero di prendere le sue decisioni più avrà la sensazione di avere il controllo della situazione e meglio riuscirà a rilassarsi. Inoltre, dovrà sempre avere la garanzia di trovare un rifugio familiare, in caso di problemi.

Quanto tempo ci metterà a riprendere (o a costruire) confidenza con l'ambiente esterno è impossibile da prevedere perché, ancora una volta, si tratta di una questione soggettiva. La giovane età gioca sicuramente a vantaggio, così come un contesto non troppo rumoroso, ricco di vegetazione e senza troppi competitori nei dintorni a rendere impegnative le uscite.

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Sonia Campa
Consulente per la relazione uomo-gatto
Sono diplomata al Master in Etologia degli Animali d'Affezione dell'Università di Pisa, educatrice ed istruttrice cinofila formata in SIUA. Lavoro come consulente della relazione uomo-gatto e uomo-cane con un approccio relazionale e sono autrice del libro "L'insostenibile tenerezza del gatto".
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