Dal monte Caucaso al divano di casa, Otta e Tommaso, da due anni e mezzo condividono i momenti di esplorazione e di relax tipici di due giovani vite, ma l'avventura di venerdì scorso non era proprio in programma.

Dopo una lunga passeggiata e un bagno nei laghetti di Nè, nell'entroterra ligure, la compagnia formata dal 22enne genovese, l'amico Giacomo e i rispettivi cani, si rimette in marcia per raggiungere l'auto ma all'improvviso Otta,  giovane meticcia di Segugio, sente qualcosa nel bosco e parte in quarta. Tommaso subito prova a rincorrerla poi tenta di richiamarla a sé ma Otta è sparita.

Sono le 18, il sole è ancora alto e i ragazzi sperano che la cagnolina arrivi da sola alla macchina, anticipandoli. «Ma non è andata così – racconta Tommaso Savarese, autista e soccorritore della Croce Verde di Chiavari – L‘ho sentita piangere e seguendo i suoi guaiti mi sono reso conto che era precipitata nel pozzo di una miniera profondo almeno 9 metri».

Vicino ai laghetti si trovano, infatti, le ex miniere abbandonate di Molinetto: «Ci sono una serie di tunnel senza sbarramenti o cartelli che ne vietino l'accesso, Otta si è trovata senza via d'uscita ed è caduta giù, probabilmente è scivolata aggrappandosi con le unghie perché, per miracolo, non ha nemmeno un graffio; come minimo poteva rompersi le zampe e se fossimo precipitati anche io o Giacomo? Sarebbe potuta finire in tragedia».

L'istinto di Tommaso, appena si rende conto di quanto successo, è quello di raggiungere Otta calandosi nella grotta ma l'esperienza da soccorritore lo aiuta a mantenere la calma e a chiamare il 112. La stazione centrale invia sul posto i vigili del fuoco di Chiavari e di Genova con il carro Speleo, Alpino Fluviale SAF. «L'attesa è stata la parte più difficile perché a un certo punto non sentivo più Otta – racconta il ragazzo – la chiamavo e lei non rispondeva…quando i pompieri si sono calati l'hanno trovata rannicchiata sotto una vecchia scala arruginita, era molto spaventata ma per fortuna incolume».

La squadra speleologica dei vigili del fuoco prima ha tentato di calarsi aggangiandosi a un cancello ma l'appiglio non era abbastanza resistente, così hanno allestito una complessa struttura di calata che li ha tenuti impegnati per più di due ore. «Erano passate le dieci quando dal buio del pozzo è riemersa Otta – conclude il suo pet mate – i vigili del fuoco mi hanno detto che stava bene, di portarle un po' d'acqua ma lei appena mi ha visto è venuta a leccarmi la faccia».