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22 Gennaio 2023
9:53

Nuovi dinosauri scoperti in Patagonia rivelano un antico ecosistema

Una nuova scoperta in Patagonia ci permette di comprendere come fosse costituita l'apice della piramide alimentare della comunità preistorica ai tempi immediatamente precedenti (e forse anche successivi) all'estinzione dei dinosaur.

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La Patagonia si sta dimostrando da alcuni decenni una delle regioni più ricche e apprezzate di fossili di dinosauro, fornendo ai ricercatori interessanti spunti e ritrovamenti che permettono di riscrivere la storia evolutiva di questo gruppo di animali. Recentemente inoltre un nuovo scavo ha portato alla luce un‘intera comunità, permettendo alla scienza di avere un ritratto ben chiaro dell'ecosistema preistorico della zona, in cui vissero gli ultimi dinosauri precedentemente alla loro estinzione.

Lo scavo è stato effettuato nel corso del 2021 da parte di una equipe di paleontologi provenienti dalle Università del Cile e del Texas, ma le scoperte dei ritrovamenti sono stati mostrati al pubblico solo con la pubblicazione pochi giorni fa di un articolo, presso la prestigiosa rivista Journal of South American Earth Sciences.

La spedizione (svolta presso Cerro Guido, nella valle di Las Chinas) ha portato alla luce, si apprende dalla rivista, i fossili di ben quattro specie di dinosauri, tra cui una specie di Megaraptor (Megaraptor namunhuaiquii) di circa 7,6 metri, che molto probabilmente otterrà l'interesse di molteplici appassionati di dinosauri, a seguito delle sue caratteristiche piumate. Inoltre sono stati identificati i resti anche di due specie di uccelli: una specie di enantiorniti, un gruppo di uccelli primitivi e abbondanti nel Mesozoico, che erano simili agli attuali passeri, anche se erano dotati di becchi con denti, e di Ornithurae, più rari durante il Cretaceo, simili alle oche, ma direttamente imparentati con gli uccelli moderni.

Tutte le quattro specie ritrovate di dinosauro comunque erano degli esemplari carnivori appartenenti al gruppo dei Teropodi, simili al famoso Velociraptor di Jurassic Park, in quanto condividono con esso gli artigli da rapace, i piccoli ma affilati denti simili ad una motosega e grandi arti superiori che, a differenza delle rachitiche zampe del T.rex, erano capaci di afferrare e manipolare le prede. Inoltre, sempre riferendosi allo studio, queste quattro specie si trovavano al vertice della catena alimentare della regione sul finire del Cretaceo (77-65 milioni di anni fa).

«Una delle caratteristiche che ci ha permesso di identificarli con grande sicurezza è stata quella dei denti, molto curvi verso la parte posteriore», ha affermato Jared Amudeo, ricercatore dell’Università del Cile.

«La fauna della Patagonia che ha preceduto l'estinzione di massa era davvero varia», ha spiegato invece Sarah Davis, l'autrice principale del lavoro che ha portato alla stesura dell'articolo. «Infatti abbiamo riscontrato grandi carnivori teropodi e carnivori più piccoli, così come questi gruppi di uccelli che coesistono insieme ad altri rettili e piccoli mammiferi».

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Un esemplare di Megaraptor namunhuaiquii

Per distinguere le differenti specie animali dal record fossile, i ricercatori hanno dovuto fare attenzione alle differenti caratteristiche dei reperti. Detto in semplicità, hanno identificato i teropodi dai piccoli frammenti fossili e dallo smalto scintillante dei denti che li ha aiutati a individuarli nel terreno roccioso. Per distinguere invece i dinosauri dagli uccelli (questi ultimi alla fine non sono altro che teropodi derivati) hanno classificato i primi in base ai denti e alle dita, mentre i secondi li hanno individuati in base ai più piccoli pezzi di ossa.

Questa scoperta è importante anche per considerare la storia evolutiva degli uccelli durante le prime battute d'arresto dovuto all'evento catastrofico che ha portato all'estinzione dei dinosauri.

Alcuni paleontologi infatti suggeriscono che l'emisfero australe abbia dovuto affrontare cambiamenti climatici meno drastici rispetto all'emisfero settentrionale dopo l'impatto dell'asteroide. Tanto che questo fattore avrebbe portato l'emisfero australe a rappresentare secondo questa teoria un rifugio per uccelli, mammiferi e altre forme di vita. «Dobbiamo ancora sapere come la vita è sopravvissuta in quello scenario apocalittico e ha dato origine ai nostri ambienti meridionali in Sud America, Nuova Zelanda e Australia», ha affermato un coautore dello studio Marcelo Leppe, direttore dell'Istituto antartico del Cile. «Qui i teropodi sono ancora presenti – non più come dinosauri imponenti come i megaraptoridi – ma come la diversità degli uccelli che si trovano nelle foreste, nelle paludi e nelle mangrovie della Patagonia, dell'Antartide e dell'Australia».

Sono laureato in Scienze Naturali e in Biologia e Biodiversità Ambientale, con due tesi su argomenti ornitologici. Sono un grande appassionato di escursionismo e di scienze e per questo ho deciso di frequentare un master in comunicazione scientifica. La scrittura è la mia più grande passione.
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