Nerone, foto copertina | Kodami

Nerone torna a fare parlare di sé: il "cane sindaco" che da ormai venti anni governa le strade di Castellammare di Stabia, in provincia di Napoli, è al centro di una disputa tra il Comune e i volontari dell'Associazione Adda che da anni si occupano di lui. La contesa riguarda una visita, diffusa sui social, che il sindaco stabiese Gaetano Cimmino ha fatto ieri nella clinica dove Nerone è attualmente ancora ricoverato.

Senza usare mezzi termini, Rosella Cassaneti, vicepresidente dell'Adda ha detto a Kodami: «Lo spettacolo offerto sui social da Cimmino è offensivo, non solo per l'Adda, ma per il ruolo istituzionale da lui ricoperto. Ha preso in giro la cittadinanza strumentalizzando un animale anziano e malato di cui nella realtà dei fatti non si è mai occupato».

Dagli uffici del sindaco Kodami ha raccolto la risposta dell'amministrazione: «Non scenderemo in simili strumentalizzazioni: il sindaco è l'intestatario di Nerone, non deve giustificare le visite alla clinica. Non esiste nessuna polemica, l'unica cosa che ci interessa è la salute e il benessere di Nerone».

È scontro tra l'Adda e il sindaco Cimmino

Nerone, abbandonato in strada a soli sei mesi, ha fatto della libertà il suo tratto distintivo, diventando il simbolo della città. A ottobre del 2020 però la quotidianità di Nerone, fatta di passeggiate e di giochi con gli amici umani, ha avuto una brusca battuta d'arresto: gli è stato diagnosticato un cancro alle gengive. Dal primo ricovero presso l'Asl di Torre del Greco, fino all'ultimo di pochi giorni fa alla clinica veterinaria D.O.G., più volte l'Associazione per la Difesa dei Diritti degli Animali è entrata in conflitto con l'attuale amministrazione del Comune di Castellammare in relazione alla gestione di Nerone.

Oggi l'ultimo scontro. Al centro un video e un post su Facebook nel quale il primo cittadino si mostra insieme all'anziano animale. Proprio le interviste e le testimonianze video della visita a Nerone hanno scatenato la reazione dei volontari: a quell'incontro avrebbe dovuto partecipare anche l'Adda ma sarebbe stata esclusa all'ultimo minuto. Quello dell'amministrazione comunale è stato un gesto di «ineleganza istituzionale», spiega l'Adda in un comunicato ufficiale diffuso poco fa che Kodami ha potuto visionare in anteprima.

Adda: «Il sindaco smetta di strumentalizzare Nerone»

Secondo la ricostruzione dell'Adda, il sindaco si sarebbe recato alla clinica due ore prima dell'appuntamento concordato con l'associazione: «I rappresentanti dell'amministrazione stabiese ci hanno dato appuntamento alle ore 18, per rivederci tutti insieme alla clinica privata che ha ricoverato Nerone, per aggiornamenti sugli esiti degli esami eseguiti e da eseguire». Giunti sul posto però i volontari hanno avuto un'amara sorpresa: «Una volta arrivati alla clinica all'ora stabilita ci è stato riferito dal veterinario presente che il sindaco, in compagnia di altre persone incaricate di realizzare video e interviste, si era recato a visitare Nerone alle 16.30 circa. Di tale variazione del programma, nulla ci è stato comunicato», si legge nella nota.

«Oltre a Nerone il sindaco ha strumentalizzato anche l'Adda – ha aggiunto la vicepresidente – un'associazione che da 32 anni lavora senza sovvenzioni al servizio della comunità e che da sempre si prende cura degli animali, e in particolare dell'amato Nerone». Per questo Cassaneti ha chiesto, tramite una comunicazione già inviata agli uffici del sindaco, di voler «adottare ufficialmente Nerone».

«La preoccupazione di Adda in merito alla salute di Nerone prima del ricovero era genuina, e giustificata da un recente episodio in cui l'animale è stato trovato a terra, privo di sensi e con sangue alla bocca – spiega l'Associazione a Kodami – A Nerone negli anni è stata negata dall'amministrazione comunale persino la possibilità di avere una cuccia per strada e ora dobbiamo assistere alla sua strumentalizzazione via social. Un atto ripugnante».

Il Comune, «Amiamo Nerone, simbolo di Castellammare»

Ma l'amministrazione comunale non ci sta e a Kodami dagli uffici chiariscono: «Nerone è uno dei simboli di Castellammare e teniamo moltissimo a lui, come abbiamo dimostrato in numerose occasioni, non ultimo proprio il ricovero in clinica: siamo infatti costantemente aggiornati dai veterinari sul suo stato di salute e a breve informeremo anche la popolazione». Dal Comune ricordano anche che in piena pandemia il Sindaco aveva voluto appendere nella sala consiliare del Comune una serigrafia con l'impronta della zampa e il ritratto dell'animale, un ritratto acquistato durante un'asta di beneficenza organizzata proprio in favore del cane.

Nerone: dalla libertà al ricovero

E anche sulla questione della degenza di Nerone in clinica non c'è accordo tra i tutori dell'animale stabiese. Per i volontari non dovrebbe essere curato in clinica, ma con un servizio che gli permetta di curarsi in struttura vivendo però in strada. Già prima dell'esordio della malattia, associazioni del territorio e singoli cittadini hanno provato ad accoglierlo, ospitandolo in casa durante le notti di pioggia oppure offrendogli un pasto caldo durante i mesi invernali.

Tutto inutile: Nerone ha sempre cercato e desiderato una vita in libertà. Ne è convinta la presidente dell'Associazione Adda, Rosaria Boccacini, che con i suoi volontari si occupa di facilitare la vita del "sindaco onorario" di Castellammare senza snaturarne le abitudini.

Il Primo cittadino stabiese, spronato a intervenire proprio dall'Adda in quanto intestatario dell'animale, ha deciso invece di prolungare il ricovero di Nerone presso la clinica su consiglio dei veterinari. Una scelta fortemente osteggiata dall'Adda, poiché lì l'animale sarebbe «tenuto in gabbia». Anche su questo il Comune ha risposto attraverso Kodami: «Abbiamo salvaguardato le esigenze di Nerone» e aggiungono: «Ora è seguito attentamente dai veterinari, nonostante l'età e la malattia siamo molto ottimisti sulle sue condizioni».

Per l'Adda sarebbe preferibile invece una sorta di «libertà vigilata», come l'ha definita sui suoi social la presidente dell'associazione: un compromesso «per permettergli di continuare a vivere nel modo che lo ha sempre reso felice, libero, sotto accurato e attento monitoraggio».

Nel frattempo, i cittadini continuano ad attendere speranzosi il ritorno del loro anziano sindaco Nerone.