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7 Giugno 2023
15:42

«L’orsa JJ4 non è sotto farmaci». Il sopralluogo di Brambilla nel Centro faunistico di Casteller

Gli orsi Gaia e Papillon si trovano in buone condizioni di salute all'interno del Casteller. Lo ha fatto sapere la deputata Michela Vittoria Brambilla che nella serata di ieri è andata a fare un sopralluogo nel centro faunistico vicino Trento. La parlamentare è tornata a chiedere libertà per i due individui.

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L'orsa Gaia, nota come JJ4, sta bene e non è sedata. La sua vita resta comunque ingiusta per un animale selvatico nato libero. È il risultato del sopralluogo effettuato al Centro faunistico di Casteller da Michela Vittoria Brambilla, deputata e presidente dell'Intergruppo parlamentare per i diritti degli animali.

Ieri sera Brambilla ha fatto sapere di essere entrata nella struttura alle porte di Trento, dove ha accertato che Gaia è in buone condizioni di salute: «JJ4 sta bene, non assume farmaci e non ha comportamenti ossessivi – ha spiegato la deputata nel corso di una diretta social – Nel suo recinto esplora quello che ha intorno». Mangia 7 chili di cibo al giorno e le fototrappole non mostrano problemi fisici dell'animale, «tuttavia – ha aggiunto Brambilla – è triste, si tratta di un'orsa privata della sua libertà. Ed è la politica ad avere scelto questo».

Gaia si trova rinchiusa nel Casteller dal 18 aprile, quando è stata catturata grazie a una trappola a tubo dagli operatori del Servizio forestale del Trentino. Si trovava insieme ai suoi 3 cuccioli, di circa 16 mesi, di cui uno è finito con lei nella trappola. Tutti i piccoli sono stati poi liberati e allontanati, come ha spiegato il dirigente del Servizio forestale Giovanni Giovannini.

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Gaia è stata catturata per effetto dell'ordinanza firmata dal presidente della Provincia autonoma Maurizio Fugatti, a seguito dell'aggressione mortale ai danni del 26enne Andrea Papi, ucciso il 5 aprile mentre faceva running nei boschi sopra la sua casa di Caldes.

Nel recinto accanto si trova l'altro ospite del Casteller, l'orso Papillon, noto anche come M49. «Dopo quattro anni al Casteller, con due tentativi di fuga e conseguenti ricatture, sa che non uscirà da qui. Non ha comportamenti stereotipati né ossessivi». Ma anche in questo caso la salute fisica è questione diversa dal benessere animale. «Sono orsi che non dovrebbero trovarsi qui», ha sottolineato la deputata.

Gaia e Papillon non sono però gli unici nella lista nera della Provincia autonoma di Trento, potrebbe presto raggiungerli anche Johnny, MJ5, l'orso ad aprile è stato individuato come il responsabile dell'aggressione a un uomo in Val di Rabbi. Gli spazi del Casteller però possono ospitare un numero di orsi estremamente ridotto. Lo sguardo di Fugatti però non si ferma a tre individui classificati come problematici, ma si allarga fino a toccare 70 dei circa 100 plantigradi stimati in Trentino.

Più volte infatti ha dichiarato di voler trasferire buon parte della popolazione lontano dall'Italia. Una ipotesi che ha già incontrato il parere favorevole del Ministro dell'Ambiente, Gilberto Pichetto Fratin, e incassato quello negativo della comunità scientifica.

A Kodami, l'esperto di grandi carnivori e presidente della Large Carnivore Initiative for Europe, Luigi Boitani, ha spiegato senza mezzi termini che: «È illogico pensare alla cattura e allo spostamento degli animali come a possibili soluzioni al conflitto uomo-animale. Innanzitutto perché l'orso non è una specie a rischio d'estinzione, nessun paese fuori d'Italia li accetterebbe. Dire di allontanarli è quindi fuorviante. Gli unici che potrebbero acconsentire, oltre agli zoo, sono coloro che si occupano di organizzare battute di caccia illegali».

Anche Brambilla si è detta fortemente contraria al trasferimento degli orsi fuori dall'Italia, in particolare in est Europa, dove potrebbero essere oggetto di catture e battute di caccia, esattamente come è successo proprio a Bruno, uno dei fratelli di JJ4, freddato nel 2006 da un gruppo di cacciatori in Baviera. Oggi Bruno fa mostra di sé nel Museo di Monaco "L'Uomo e la Natura", impagliato nell'atto di trafugare il miele da alcune arnie.

Questo potrebbe essere il destino di molti altri individui fuori dai confini italiani.

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