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Si allunga l’odissea dei vitelli delle due navi che da mesi stanno vagando nel Mediterraneo senza poter toccare terra perché al loro interno ci sono due focolai di Blue Tongue, la malattia della lingua blu. La Karim Allah, partita dalla Spagna a dicembre con 895 vitelli e che a Tripoli non ha potuto lasciare gli animali proprio perché positivi, continua il suo peregrinare. Dopo essere rimasta negli ultimi giorni davanti alle acque di Cagliari e dopo che le associazioni animaliste avevano allertato il Ministero della Salute, è ripartita di nuovo e ora si trova davanti al porto di Cartagena. Dunque, è tornata in Spagna.

Lingua blu: l'odissea dei vitelli a bordo di due navi bloccate nel Mediterraneo

Animal Equality, Animal Welfare Foundation ed Enpa avevano chiesto al Ministero della Salute e alla Capitaneria di Porto di fare un'ispezione. Una richiesta, questa, che aveva trovato d'accordo i funzionari, solo che la nave ha deciso di lasciare le acque della Sardegna, rendendo impossibile il controllo italiano.

Le tre organizzazioni avevano presentato una denuncia alla Procura della Repubblica di Cagliari e oggi Animal Equality ed Enpa ne presenteranno un'altra alle autorità spagnole. L'altra nave, la Elbeik, partita con 1.776 vitelli, dopo aver tentato di attraccare in Libia e poi ad Alessandria d'Egitto, si trova invece a largo di Cipro.

La Blue Tongue è un malattia virale tipica dei ruminanti. Viene trasmessa grazie ad alcuni moscerini del genere Culicoides, che assumono il virus succhiando il sangue da un animale malato. Poi lo trasportano in uno sano infettandolo con altre punture. Il suo nome deriva da uno dei sintomi, la colorazione blu della lingua. Non è una malattia che si trasferisce all’uomo.

Fermare l'esportazione di animali vivi su lunga distanza

«Chiediamo che il governo spagnolo svolga tutte le indagini necessarie per chiarire le responsabilità – spiega Silvia Barquero, direttrice di Animal Equality in Spagna – Questi animali sono arrivati​ malati dai porti della Spagna e molti di loro sono già morti. Quelli che rimangono in vita sono su quelle navi e soffrono un vero inferno. Questo scandalo è un altro esempio che evidenzia la necessità di vietare l'esportazione di animali vivi».

Già Animal Equality nel 2020 aveva chiesto alla Direzione generale della Salute della Produzione agricola del governo di Madrid di vietare l'esportazione di animali vivi verso le nazioni del Medio Oriente perché a loro dire non verrebbe garantito il benessere animale sia durante il trasporto sia nelle nazioni di destinazione. L'organizzazione ha inoltre inviato una petizione (già firmata da più di 21.000 persone), alla Commissione europea e al Ministero spagnolo dell'Agricoltura, dell'Alimentazione e della Pesca, chiedendo lo stop al trasporto del bestiame su lunga distanza.