Fa passi in avanti la cura per la lotta alle lesioni a tendini e legamenti dei cavalli. E' stata sviluppata, infatti, una nuova terapia con le cellule staminali mesenchimali, cellule staminali adulte del midollo osseo che permettono il processo di riparazione dei tessuti rovinati.

A riuscire in questo obiettivo è uno studio pubblicato sulla rivista scientifica Frontiers in Cell and Developmental Biology, condotto dalla North Carolina State University. Il lavoro si va ad aggiungere alle ricerche e ai trattamenti già in atto che prevedono terapie simili (già nel 2018 l'Ema, l'Autorità regolatoria europea del farmaco, aveva autorizzato un primo ritrovato a base di staminali per la zoppia da lieve a moderata e derivata da una infiammazione articolare).

Come funzionano le cellule staminali mesenchimali

Proprio come le cellule del sangue, le staminali mesenchimali hanno diversi gruppi di molecole che le contraddistinguono. Quando queste cellule vengono da un organismo donatore e vanno in un organismo ricevente la conseguenza è una risposta immunitaria all’interno di colui che le ospita. Ecco perché proprio loro, le Mhc, devono essere abbinate con precisione per prevenirne il rigetto.

«Questi trattamenti non sono come un trapianto di midollo osseo o un trapianto di organi – spiega Lauren Schnabel, docente associato di chirurgia ortopedica equina e autore del lavoro – Poiché le cellule staminali mesenchimali vengono utilizzate temporaneamente per trattare lesioni localizzate, i ricercatori una volta pensavano che non avessero bisogno di essere abbinate e che non avrebbero causato una risposta immunitaria. Sfortunatamente, non è così».

La terapia con cellule staminali mesenchimali

Gli studiosi dell'ateneo statunitense hanno coltivato le cellule staminali e i linfociti (noti anche come cellule T e che compongono il sistema immunitario) accoppiandoli in laboratorio, in modo che entrambe avessero combinazioni diverse. In un gruppo, le cellule staminali sono state trattate con Tgf-beta2, un fattore di crescita trasformante beta, prima di essere aggiunte ai linfociti. L’altro gruppo, invece, non aveva avuto alcun trattamento. La Tgf-beta2 è una molecola di segnalazione cellulare che viene prodotta dai globuli bianchi con l’obiettivo di bloccare le risposte immunitarie. E’ grazie a questo lavoro che è stato scoperto che le colture con cellule staminali trattate avevano un tasso di sopravvivenza superiore del 50% rispetto alle colture che non erano state trattate.

«Usiamo cellule staminali mesenchimali per trattare le lesioni muscoloscheletriche nei cavalli in modo molto efficace», commenta Schnabel, che le descrive le staminali come «un hub di comunicazione che dice alle altre cellule cosa dovrebbero fare». «Quindi – aggiunge – trovare un modo per utilizzarle senza stimolare la risposta immunitaria ci offre migliori opzioni di trattamento».

Secondo i ricercatori proprio questa terapia legata ai cavalli può aprire una nuova strada anche nel mondo umano. E, dunque, in futuro potrebbe dare una nuova terapia utile per le persone con le lesioni ai muscoli e allo scheletro.