incendio muratella
in foto: L’incendio al canile di Muratella

Gli incendi che nelle ultime settimane sono scoppiati in diverse zone di Roma sono arrivati a minacciare anche il canile della Muratella, la struttura comunale che sorge nel quadrante sud-ovest della Capitale e accoglie tutti i cani ritrovati sul territorio.

Il rogo è scoppiato nel pomeriggio di lunedì sulle colline adiacenti al canile, estremamente secche a causa della siccità e del gran caldo di questa estate. Sul posto sono intervenuti i Vigili del Fuoco e i volontari della Protezione Civile, che si sono immediatamente adoperati per contenere il fronte, molto vasto, ed evitare che potesse avvicinarsi troppo alla struttura. Fortunatamente i cani e i gatti ospitati all’interno della Muratella sono rimasti tutti al sicuro, e le fiamme non hanno provocato danni. Gli operatori hanno però chiuso in via precauzionale l’accesso a cittadini e volontari per agevolare le operazioni di soccorso, e si sono impegnati in prima persona per tenere a distanza di sicurezza l'incendio in attesa dei Vigili del Fuoco.

Il problema principale riguarda la qualità dell’aria: il rogo ha divorato ettari di vegetazione secca ed è arrivato a un’area adibita a discarica abusiva, bruciando vecchi pneumatici e altri materiali. Si è quindi alzata una densa colonna di fumo nero che ha reso l’aria irrespirabile, aumentando i disagi dovuti all’ondata di calore che lunedì ha fatto superare i 30 gradi.

La situazione è comunque tornata alla normalità in serata, grazie anche all'intervento dell'elicottero della Regione Lazio: «Ci teniamo a rassicurarvi che i cani non sono in pericolo – hanno fatto sapere nel tardo pomeriggio i gestori di Muratella – ma soprattutto a ringraziare i nostri operatori che, in attesa dei soccorsi, si sono prodigati per cercare di arginare il fuoco».

A fine giugno era stato un rifugio di Ponte di Nona, periferia Est della Capitale, a venire minacciato da un incendio. In quel caso i Vigili del Fuoco avevano salvato venti cuccioli, ospitati in un capannone adibito appunto a rifugio e portati fuori sfruttando una carriola per impiegare il minor tempo possibile.