23 Giugno 2023
19:00

Il Tar di Trento rigetta i ricorsi delle associazioni: la decisione passa al Consiglio di Stato

Il Tar di Trento si è presentato sui ricorsi presentati dalle associazioni animaliste per salvare gli orsi trentini JJ4 e Mj5. Gli attivisti però non demordono e confidano nelle prossime pronunce del Consiglio di Stato.

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orso

Il Tar di Trento ha rigetta la nuova istanza cautelare della Lndc Animal Protection per salvare gli orsi JJ4 e MJ5, ora la decisione definitiva spetta al Consiglio di Stato. La battaglia legale per salvare dell'abbattimento i plantigradi del Trentino prosegue a colpi di udienze e il 22 si è tenuto l’ennesimo scontro davanti al Tar di Trento.

La Lndc Animal Protection era presente, rappresentata dall’avvocato Paolo Letrari, per chiedere ancora una volta la concessione di una nuova misura cautelare di sospensione degli abbattimenti sino alla pronuncia nel merito che ci sarà a seguito dell’udienza già programmata per il 14 dicembre.

Il Tar però ha rigettato la richiesta, rimettendo sostanzialmente tutto alla decisione del Consiglio di Stato, a cui l'associazione aveva fatto appello, che si pronuncerà dopo l’udienza del 13 luglio. Una decisione che non sorprende commenta Piera Rosati, presidente Lndc Animal Protection: «Poiché è attualmente in vigore la sospensione concessa dal Presidente della Terza sezione del Consiglio di Stato, confidiamo che sarà proprio il massimo organo della giustizia amministrativa a prolungare in sede collegiale la misura cautelare di sospensione fino al giudizio di merito del TAR, previsto per la fine dell’anno. Questo ci permetterà di continuare a difendere JJ4 e MJ5 in ogni modo fino all’ultimo e consentirà altresì, come scritto dallo stesso TAR nell’ordinanza, alla Provincia di Trento di pronunciarsi su eventuali proposte di trasferimento di JJ4, se e quando tali proposte saranno presentate».

La battaglia legale ha messo in luce anche un altro aspetto, che non coinvolge solo JJ4 e MJ5, ma tutti gli orsi ritenuti problematici dalla Provincia di Trento, come ha rilevato anche Paolo Letrari, responsabile Grandi Carnivori della Lndc Animal Protection: «La cosa interessante che abbiamo evidenziato in udienza è che anche che la Provincia di Trento, dopo avere appreso dell’ulteriore sospensiva che ci ha già concesso il Consiglio di Stato, ha chiesto, assieme alla Provincia di Bolzano, che il Governo si faccia promotore di un regolamento comune a tutte le Regioni dell’arco alpino per la gestione di orsi e lupi. Finalmente, anche la PAT ammette che non è più possibile una gestione locale a colpi di ordinanze e decreti di uccisione, come sosteniamo ormai da tanto tempo. Le nostre critiche sulla gestione “autonoma” di Trento hanno fatto breccia ed ora si invoca l’Intervento del governo nazionale, anche nelle sedi europee. Purtroppo, la soluzione prospettata al Governo dalle autonomie locali rimane quella dei piani di abbattimento e per questo motivo siamo pronti a contrastare ogni provvedimento anche nazionale che dovesse tentare di replicare il modello (evocato da Bolzano e Trento) della Finlandia. Tanto più che la Corte di Giustizia UE nel 2019 si è già pronunciata sulla norma finlandese, ritenendola in contrasto con la direttiva Habitat».

L'associazione di Piera Rosati non è stata la sola a intervenire all'udienza del Tar. Il giudice si è espresso anche sul ricorso presentato dalla Lav che mirava, in questo caso, ad estendere l’impugnativa al Pacobace, al documento ISPRA-MUSE per la gestione degli orsi problematici e alle linee guida provinciali che legittimerebbero il ricorso a provvedimenti ammazza-orsi. Il ricorso è stato utilizzato anche come strumento per chiedere al Tar di far avviare il piano di trasferimento dell’orsa JJ4 nel rifugio in Romania.

Il rifugio in Romania: una speranza per JJ4

Il ricorso è stato respinto, quindi i tre documenti che consentirebbero di uccidere gli orsi trentini restano efficaci, tuttavia, rileva la Lav: «Il Tar ha dato una chiara indicazione circa l’avvio del trasferimento di JJ4, ordinando alla Provincia di Trento di valutare ed esprimersi sul piano messo a punto dall’associazione entro il 13 luglio prossimo, data fino alla quale l’esecuzione di JJ4 e MJ5 è stata sospesa dal Consiglio di Stato».

la necessità di trasferire JJ4 dal recinto del Casteller dove si trova dal 18 aprile era emerso chiaramente a seguito della visita condotta da Massimo Vitturi, responsabile Lav Animali Selvatici, proprio all'interno del Centro faunistico. Un evento seguito dalle telecamere di Kodami.

Anche oggi, a seguito della nuova pronuncia del Tar, Vitturi a rilevato che: «Ora la responsabilità è tutta della Provincia di Trento alla quale ribadiamo quanto affermato dal TAR chiedendo di darci un riscontro sul nostro piano: noi già da ora, ma ancor di più dal 14 luglio siamo pronti per procedere con il trasferimento di JJ4, mentre il nostro ufficio legale è già al lavoro per depositare, entro la prossima settimana, un ricorso in appello per insistere con l’annullamento  dei documenti a fondamento dei provvedimenti di abbattimento degli orsi trentini».

Nel corso dell’udienza la Provincia guidata da Maurizio Fugatti ha continuato a sostenere che l’unica soluzione possibile resta l’uccisione degli orsi, giungendo a sottolineare l’assenza di documentazione Cites che solo la stessa provincia di Trento può acquisire.

«L’udienza del Consiglio di Stato del 13 luglio, diventa quindi un evento spartiacque tra la vita e la morte di JJ4 e MJ5, noi non demorderemo neppure in quella fase, già da ora siamo al lavoro per indurre la provincia di Trento ad esprimersi sul piano di trasferimento di JJ4, come disposto dal TAR», ha concluso Vitturi.

L'allarme di Enpa, Leidaa e Oipa: MJ5 a rischio cattura

Anche il ricorso presentato da Enpa, Leidaa e Oipa contro l’uccisione dell’orso MJ5 è stato respinto dal Tar di Trento per motivi tecnici. Tuttavia le tre associazioni, che stanno affrontando insieme la vicenda giudiziaria degli orsi trentini, hanno confermato di voler impugnare la sentenza davanti al Consiglio di Stato che si pronuncerà sulla questione il 13 luglio.

La sentenza di rigetto del Tar era prevedibile poiché il Consiglio di Stato era già intervenuto per un altro ricorso sulla vicenda di MJ5, sospendendo appunto fino al 13 luglio prossimo, il provvedimento della Provincia autonoma di Trento nella parte in cui si prevede l’uccisione dell’animale ma non anche in quella che ne dispone la cattura. Ad oggi, dunque, il plantigrado può essere catturato e posto in stato di reclusione ma non può essere abbattuto.

«Confidiamo in un pronunciamento favorevole del Consiglio di Stato, poiché l’ordinanza che prevede la cattura e l’uccisione di MJ5 è contraria a tutte le normative italiane ed europee nonché alle convenzioni internazionali – spiega Valentina Stefutti, l’avvocato che rappresenta le tre associazioni – Prima del recente episodio, che proprio per questo deve essere considerato del tutto eccezionale, l’animale non aveva mai avuto comportamenti aggressivi né aveva mai dato segni di familiarità con l’uomo. Pertanto, lo stigma di problematicità conferitogli da Maurizio Fugatti risulta essere del tutto arbitrario».

«Infine – osservano Enpa, Leidaa e Oipa – le dichiarazioni trionfalistiche rese in queste ora dal presidente della Provincia di Trento appaiono assolutamente fuori luogo poiché la battaglia giudiziaria sugli orsi del Trentino non è ancora terminata. Anzi si potrebbe dire che è appena agli inizi: le associazioni intendono utilizzare ogni mezzo legale per contrastare i disegni ursicidi di Fugatti».

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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