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1 Aprile 2022
18:14

Il brontosauro, il dinosauro erbivoro dal collo lungo per eccellenza

Il brontosauro è il più noto tra tutti i dinosauri erbivori dal collo lungo. Questo sauropode, vissuto nel Giurassico Superiore, è stato a lungo considerato un sinonimo di apatosauro, ma oggi il suo famoso nome è stato riabilitato.

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Il brontosauro è un dinosauro erbivoro sauropode vissuto in quello che oggi è il Nord America durante il Giurassico Superiore, tra circa 156 e 147 milioni di anni. Fu ritrovato per la prima volta negli anni 70 dell'800 dal collezionista di fossili William Harlow Reed, all'interno della cosiddetta formazione Morrison, in Wyoming. Fu però il paleontologo Othniel Charles Marsh a descriverlo e a nominarlo Brontosaurus nel 1879.

Il suo nome latino significa letteralmente "lucertola del tuono" ed è da sempre considerato il sauropode, i dinosauri dal collo lungo, per eccellenza. Ciononostante, per lungo tempo il brontosauro non è ufficialmente mai esistito, poiché è stato ritenuto dalla maggior parte dei paleontologi un sinonimo di Apatosaurus, descritto dallo stesso Marsh un paio d'anni prima e quindi prioritari. Tutti i resti un tempo appartenuti a Brontosaurus sono stati quindi considerati di apatosauro, perlomeno fino al 2015.

In quell'anno infatti un gruppo di ricercatori ha pubblicato uno studio approfondito che ha riabilitato Brontosaurus, ritenuto sufficientemente diverso da Apatosaurus da meritarsi di nuovo lo status di genere distinto. Non tutti i paleontologi sono però concordi su questo fronte, ma dibattiti tassonomici a parte il brontosauro è e resterà per sempre uno dei dinosauri più famosi tra tutti.

Com'era fatto il brontosauro

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Confronto dimensionale tra Brontosaurus, Apatosaurus e uomo. Immagine da Wikimedia Commons

Il brontosauro è uno dei più grandi dinosauri conosciuti e come gli altri sauropodi era dotato di un lunghissimo collo e di una coda sottile, simile a una frusta. Gli esemplari più grandi potevano raggiungere addirittura le 15 tonnellate di peso, per una lunghezza massima totale dalla testa alla coda di ben 22 metri, mentre la sua altezza al dorso, poteva arrivare a quasi 5 metri. Collo e coda erano portati distesi parallelamente al suolo, non come venivano spesso rappresentati in passato a formare una sorta di S.

La sua coda, come quella di altri diplodocidi (la famiglia di sauropodi a cui appartiene) era molto affusolata e secondo alcuni autori serviva a produrre potenti schiocchi simili a quelli di una frusta, in grado di toccare oltre 200 decibel.

I suoi arti erano invece molto robusti, con quelli anteriori leggermente più corti di quelli posteriori che, a differenza dei primi, erano dotati di tre unghie. Quelli anteriori, invece, come per gli altri sauropodi, possedevano infatti un solo grosso artiglio, le cui funzioni sono ancora oggi questione di dibattito. Secondo alcuni venivano usati a scopo difensivo, secondo altro aiutavano il gigantesco animale ad alimentarsi o ad abbattere e muovere alberi.

Sulla testa del brontosauro abbiamo invece poche informazioni certe. Nessun cranio certamente attribuibile a Brontosaurus è mai stato trovato, ma considerando le similitudini con l'apatosauro e altri sauropodi, possiamo desumere fosse molto piccolo con mascelle rivestite da denti spatolati (a forma di scalpello) adatti a una dieta erbivora generalista.

Abitudini e stile di vita del brontosauro

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Ricostruzione di un gruppo di brontosauri. Immagine da Wikimedia Commons

Il brontosauro era un erbivoro e grazie alle sue dimensioni e al collo lunghissimo, molto probabilmente mangiava soprattutto di foglie dagli alberi. Le tracce fossili di sauropodi suggeriscono che fossero animali piuttosto lenti, che si spostavano probabilmente di circa 20-40 km al giorno raggiungendo velocità massime di circa 20 o 30 km/h.

La sua lenta locomozione era probabilmente dovuta, oltre che alla mole, alla muscolatura poco sviluppata e agli inevitabili contraccolpi causati dai suoi potenti passi. Come altri sauropodi, anche il brontosauro poteva probabilmente alzarsi sulle zampe posteriori, riuscendo così ad arrivare a un altezza di oltre 13 metri.

Storicamente si pensava che i sauropodi come il Brontosauro fossero troppo grossi per sostenere il loro stesso peso, e che quindi dovessero necessariamente vivere, almeno in parte, in acqua. Questo a portato a credere che fossero animali tipici delle paludi, che passavano buona parte della loro vita in acqua. Studi successivi hanno invece dimostrato che la struttura corporea fosse in realtà perfettamente in grado di sorreggere l'animale, che quindi viveva con tutta probabilità in ambienti completamente terrestri.

Storia della scoperta

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Esemplare esposto al Tellus Science Museum. Foto da Wikimedia Commons

Quando nel 1879 Marsh annunciò la scoperta del Brontosauro, la formazione Morrison da cui provenivano i resti, divento il centro della cosiddetta Guerre delle Ossa, un periodo di intensa e spietata competizione per la caccia dei fossili che mise uno contro l'altro lo stesso Marsh e un altro paleontologo, Edward Drinker Cope. Entrambi i paleontologi usarono metodi meschini, tra cui la corruzione e il furto, per superare gli altri ricercatori nelle scoperte, arrivando persino a danneggiare dei giacimenti di ossa pur di intralciare gli avversari e impedirgli di ottenere i reperti.

Questo portò a descrizioni confuse e approssimative e a numerosi errori di identificazione nei fossili, compreso Brontosaurus. Per cui per lungo tempo non è stato chiaro se quante specie di brontosauro esistessero davvero. Quasi tutti i paleontologi del 20° secolo erano concordi sul fatto che tutti i resti di Apatosaurus, Brontosaurus e altri sauropodi dovessero essere classificate in un unico genere, il primo.

Tuttavia, dopo lo studio che nel 2015 che riabilitò il nome e la validità del genere Brontosaurus, oggi vengono considerate accettate ben tre specie: B. excelsus, quella nominata dallo stesso Marsh, B. parvus e B. yahnahpin.

Il brontosauro nella cultura di massa

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Nella cultura di massa il brontosauro rappresenta lo stereotipo del dinosauro dal collo lungo

Il brontosauro è indiscutibilmente il dinosauro dal collo lungo più famoso tra tutti. E lo è stato anche quando il suo nome non era ritenuto valida quasi tutti gli scienziati, perché l'affezione dei fan dei dinosauri per il suo nome era altissima, e nessuno vuole veder scomparire il nome, tanto è radicato nella cultura di massa. Anche per questo lo studio che ne ha riabilitato il nome viene spesso criticato, perché viene visto da molti esperti come un tentativo di cavalcarne, in parte, la notorietà.

Il brontosauro è stato ed è infatti protagonista di film, serie TV e libri, e la sua iconica immagine è presente in tantissimi loghi e simboli vari. Nonostante le polemiche, le discussioni tra esperti e le nuove scoperte, Brontosaurus è e sarà sempre lo stereotipo del dinosauro dal collo lungo per eccellenza.

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Salvatore Ferraro
Redattore
Naturalista e ornitologo di formazione, sin da bambino, prima ancora di imparare a leggere e scrivere, il mio più grande sogno è sempre stato quello di conoscere tutto sugli animali e il loro comportamento. Col tempo mi sono specializzato nello studio degli uccelli sul campo e, parallelamente, nell'educazione ambientale. Alla base del mio interesse per le scienze naturali, oltre a una profonda e sincera vocazione, c'è la voglia di mettere a disposizione quello che ho imparato, provando a comunicare e a trasmettere i valori in cui credo e per i quali combatto ogni giorno: la conservazione della natura e la salvaguardia del nostro Pianeta e di chiunque vi abiti.
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