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Kodami Call
rubrica
21 Settembre 2022
16:38

I polpi possono essere mancini?

I polpi possono essere mancini e preferire un braccio o un occhio in particolare per le attività quotidiane. Inoltre, durante la caccia, prediligono sempre l'uso del secondo tentacolo dal centro per afferrare le prede.

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Le braccia dei polpi sono incredibili: con esse cacciano, nuotano e "camminano" sui fondali. Il fatto che ne abbiano otto, però, fa sorgere un dubbio: è possibile per i polpi avere un braccio preferito con cui fare tutte queste attività ed essere, dunque, destrorsi o mancini? Secondo una recente ricerca sì, e gli studiosi aggiungono anche che il braccio preferito, che sia sinistro o destro, è sempre il secondo a partire dal centro.

Per trovare questa risposta sono servite molte ore di osservazione ai ricercatori californiani del College of Biological Sciences che hanno pubblicato lo studio su Current Biology. Se la domanda di prima non sorge spontanea a tutti è normale. Questi studiosi sono esperti di cefalopodi e indagare i segreti che nascondono questi meravigliosi invertebrati è la loro missione.

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Chi è l'Octopus bimaculoides

Ancora una volta una ricerca ci fa volare con la fantasia, o per meglio dire, nuotare. Questa volta ci troviamo sul fondo dell'Oceano Pacifico a largo delle coste della California. Alcuni polpi della specie Octopus bimaculoides, che gli studiosi hanno soprannominato "bimac" per comodità, si avvicinano a noi con fare curioso. Noi rimaniamo immobili, spettatori silenziosi dello spettacolo che stanno per mettere in scena. Il gruppetto si nasconde: chi in un anfratto roccioso, chi in una crepa, chi fra due scogli. Capiamo subito cosa stanno facendo: è il momento di cacciare.

Rimangono quindi fermi nelle loro posizioni e scrutano all'esterno della loro tana con un solo occhio per notare il passaggio di qualche crostaceo, le loro prede preferite. Una volta scovata il polpo non perde un attimo, allunga un braccio e in una frazione di secondo afferra la preda e la trascina nel suo posto sicuro. Osservando il gruppetto, però, notiamo una differenza. Mentre alcuni preferiscono usare le braccia del lato sinistro, altri preferiscono quelle sul destro.

Che i ricercatori abbiano proprio scelto di studiare lOctopus bimaculoides, poi, non è un caso. Questo meraviglioso animale vive per circa due anni e cresce fino a raggiungere le dimensioni di una palla da tennis. Il suo corpo possiede sfumature di grigio con piccole macchie gialle, colori poco vistosi che lo rendono un predatore perfetto. A renderlo incredibilmente efficace nel tendere agguati alle proprie prede, poi, vi è la sua capacità di cambiare colore tramite cromatofori, iridopori e leucofori, cellule specializzate della pelle che permettono all'animale di cambiare pigmentazione e camuffarsi con l'ambiente circostante.

Lo studio

Per lo studio i ricercatori hanno dovuto numerare le braccia del polpo: ogni lato ha quattro appendici, le prime nella zona frontale, la parte del corpo che il polpo rivolge agli oggetti con cui interagisce, e le ultime sul retro, la direzione che prende il polpo quando fugge. Le osservazioni si sono concentrate soprattutto nel notare con quale braccio i polpi afferravano le prede, scoprendo innanzitutto una diversa tecnica di caccia a seconda della preda. I granchi che si muovono lentamente vengono afferrati direttamente, mentre i gamberetti, molto più rapidi, vengono prima contattati da un'appendice e poi trascinati con l'ausilio di altre due braccia.

Osservando attentamente il comportamento degli animali i ricercatori hanno scoperto che i polpi usano sempre le stesse braccia per cacciare, che sono sullo stesso lato dell'occhio utilizzato per osservare la preda. Questo denota, dunque, una preferenza nell'utilizzo di organi situati su un lato del corpo che ha ha confermato come anche i polpi, come altri animali, possano essere destrorsi o mancini. Inoltre, indipendentemente dal tipo di preda, ogni polpo attaccava usando un braccio in particolare: il secondo a partire dal centro.

Mentre i ricercatori in futuro desiderano studiare anche i processi neurali alla base delle tecniche di caccia di questi molluschi, alcuni ingegneri già pensano a come sfruttare le nuove conoscenze biologiche per migliorare i così detti "soft-robot", strumenti composti da materiali malleabili utili in un'infinità di campi, dalla medicina all'ingegneria aerospaziale. Se un giorno riusciremo ad applicare tali tecnologie, dunque, sarà anche parzialmente grazie alla scoperta che i polpi sono mancini.

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