cani ucraina

È in atto una vera e propria mobilitazione internazionale per consentire ai rifugiati provenienti dall'Ucraina di attraversare i confini con i loro animali domestici anche se sprovvisti della documentazione necessaria, di norma obbligatoria per gli spostamenti da un paese all'all'altro.

Una necessità evidenziata dalle associazioni animaliste, ma anche da politici ed europarlamentari che si sono fatti carico di questa richiesta in sede nazionale e comunitaria. La Commissione europea ha infatti aperto a questa possibilità consigliando a tutti gli stati membri dell'Unione europea di allentare i controlli relativi ai documenti veterinari per cani, gatti e altri animali da compagnia che viaggiano con i rifugiati.

Proprio quei documenti che sono garanzia della provenienza legale dell'animali – e della sua estraneità ai traffici illeciti – oggi rappresentano un ostacolo alla fuga dalla guerra per le migliaia di ucraine e ucraini che stanno lasciando le loro case insieme ai compagni animali.

Anche se ci sono alcuni che non possono scappare, come gli ospiti del canile di Kiev, tantissimi altri si sono recati in stazione con i loro compagni a quattro zampe: gli scatti mostrano le persone mettersi in salvo con cani e gatti al seguito. Non deve stupire: chiunque ami gli animali e li rispetti in quanto individui sa che non è possibile abbandonare una parte della propria famiglia sotto le bombe che da quattro giorni piovono sull'Ucraina.

Ora però sta ai singoli stati rendere effettiva questa possibilità per i tanti che stanno fuggendo dalla guerra, e per farlo è arrivata la sollecitazione internazionale del Terzo settore. L’Organizzazione internazionale protezione animali (Oipa) oggi ha inviato una lettera al ministro della Salute, Roberto Speranza, per chiedere che «in Italia vi sia una deroga al Regolamento Europeo 576/2013 che permetta l’ingresso nel nostro Paese anche agli animali sprovvisti di passaporto europeo (Pet Passport) e della relativa documentazione sanitaria».

La documentazione richiesta di norma per attraversare le frontiere Ue prevede anche vaccinazioni obbligatorie, fondamentali per la salute degli animali, per questo nella missiva l’Oipa propone: «Vista la situazione di estrema emergenza, si potrebbe eseguire la profilassi veterinaria degli animali una volta giunti sul territorio italiano così che non vengano abbandonati lungo il tragitto o separati dai propri compagni umani dopo essere riusciti a trovare salvezza».

Anche nel Parlamento italiano qualcosa si sta muovendo attraverso l'interrogazione del parlamentare Filippo Maturi, capo dipartimento Benessere animale della Lega e presidente intergruppo per la tutela della biodiversità: «Le immagini di questi giorni provenienti dall'Ucraina sono commoventi: ai profughi ucraini è stato detto di portare via solo le cose essenziali e molti di loro sono scappati dalle proprie case con in braccio il proprio animale da compagnia», scrive il deputato.

Maturi ha presentato una interrogazione a Speranza al fine di evitare a chi fugge dalla guerra ulteriore dolore legato a «cavilli burocratici». Sul versante europeo, invece, sta lavorando la collega di partito Anna Cinzia Bonfrisco, componente dell'intergruppo Animal Welfare, per fare in modo che questa apertura sia omogenea in tutti gli stati: «Inoltre – spiegano in una nota Maturi e Bonfrisco – visto il forte coinvolgimento dell'iniziativa, ci siamo immediatamente mossi, sia sul piano nazionale che su quello internazionale, con un appello ai parlamentari in Italia e in Europa affinché appoggino l'iniziativa».