Amava gli animali e da scienziata insegnava soprattutto il rispetto per le varie forme di vita. Nel giorno dell'anniversario della nascita di Margherita Hack, social e siti si riempiono del suo ricordo e delle importanti scoperte che l'astrofisica italiana ha apportato alla nostra evoluzione e conoscenza. Uno degli aspetti più forti della sua divulgazione era riservato alla considerazione di quanto l'uomo non sia dominus e unico essere vivente sul Pianeta e quanto sia importante elaborare nuove modalità di approccio alla serena convivenza e alla continuità della ricerca secondo principi etici.

Impossibile farlo se non si dimostra per primi che un cambio di passo non solo è necessario ma va attuato, appunto, in prima persona. Così la Hack, nata a Firenze il 12 giugno del 1922 e scomparsa sempre nel mese di giugno, il 29, del 2013 non perdeva occasione per ricordare le sue scelte di vita e lanciare un messaggio universale. In un'intervista a Il Corriere della Sera del febbraio del 2012, ancora oggi al primo posto delle ricerche su Google se si fa una "query" associando il suo nome alla parola "animali", spiegava ad esempio perché aveva scelto di diventare vegetariana e sottolineava l'importanza di eliminare le tecniche di allevamento intensivo collegate a ragioni oltre che etiche principalmente scientifiche: ««Non mangio carne perché amo gli animali e li rispetto. Ma ci sono anche ragioni scientifiche: non posso pensare di mangiare carne di animali provenienti da allevamenti intensivi, dove non sono più animali ma macchine da carne. Sono rimpinzati di antibiotici e vivono in maniera innaturale».

Sono tante le sue frasi che sono diventate delle vere e proprie citazioni che vengono diffuse sui social network, eccone alcune relative proprio al rapporto con gli animali:

  • "Eppure noi siamo animali come tutti gli altri, siamo più forti perché abbiamo un cervello più sviluppato e il computer dell’ultima generazione, ma proprio per questo, perché abbiamo un cervello più sviluppato, dovremmo sentire il dovere di rispettare tutte queste creature così simili a noi e che hanno bisogno della nostra fratellanza".

  • "Si dovrebbero pure abolire, come già si diceva, tutte le barbarie che si fanno per divertimento, le barbarie dei circhi, le barbarie dei giochi tradizionali, i vari palii, le cose atroci che succedono…".

  • "Gli animali son creature di questa terra, sono nostri fratelli e quindi non è che si devon considerare oggetti a nostra disposizione. Sono esseri viventi che hanno capacità di amare e di soffrire e quindi dobbiamo trattarli proprio come fratelli, come fratelli minori. Noi abbiamo un cervello più potente, però non vuol dire che, per questo, dobbiamo abusare di loro".

  • "Quando vedo un animale, quando vedo il suo comportamento, soprattutto dal punto di vista affettivo e istintivo, mi riconosco. Son tanto simili a noi".

La convivenza responsabile. Uomo, animali da compagnia, sinantropi e selvatici: nessuno escluso