Acque agitate al canile municipale Monte Contessa di Genova. Un gruppo di volontari ha protestato sotto la sede del Comune contro gli attuali gestori, l’associazioneUomo Natura Animale (Una). Non sono contenti di come la struttura viene portata avanti e, per loro, il gestore non rispetterebbe anche alcuni obblighi. Ma per capire meglio la situazione bisogna fare un passo indietro.

Il canile Monte Contessa, sulle alture della città, ospita circa 110 cani tra questi 19 morsicatori di livello 2 o 3. Cani in parte sequestrati a persone che li tenevano con sé per commettere reati, scagliandoli contro le vittime o le forze dell’ordine, oppure abbandonati perché impossibili da gestire. Una quarantina di esemplari di razza: Pitbull e  Dogo Argentini confinati dietro le stecche del rifugio.

Di recente una volontaria è stata azzannata a un braccio da un Pitbull ed è stata dimessa dall’ospedale dopo una settimana e con 38 punti di sutura. Questo evento ha portato il Dipartimento di prevenzione della Struttura Complessa Sanità Animale dell‘Asl3 genovese a dare delle indicazioni operative per la gestione dei cani impegnativi ospitati nel cane municipale di Genova.

Si tratta di regole cui sia il gestore sia i volontari devono attenersi. Una in particolare è stata molto discussa: i cani morsicatori di livello 2 e 3, a tuteladella pubblica incolumità, devono essere condotti unicamente nelle aree di sgambatura interne al canile con museruola e guinzaglio. Devono poi essere condotti unicamente da personale di comprovata esperienza, ritenuto idoneo da Una ed iscritto in una apposita lista che dovrà essere trasmessa all'Asl e all'Ufficio Animali del Comune.

Da qui il braccio di ferro tra i volontari e l’associazione Una.

La situazione è stata portata a conoscenza dell'amministrazione durante una commissione che ha trattato anche presunti problemi strutturali del canile rilevati da questi volontari sul piede di guerra: a inizio novembre un forte temporale ha allagato le gabbie nelle quali si trovano i cani, la denuncia dei volontari è che «manca la pulizia degli ambienti, la stufa nei locali dei gatti malati non funziona e che gli animali non vengono sterilizzati».

Al termine della riunione i rappresentanti delle associazioni che svolgono volontariato al Monte Contessa (Avda, Leidaa e Noi randagi) hanno sottoscritto un protocollo di intesa dove elencano una serie di inadempienze di Una.

A farsi portavoce delle rimostranze Massimo Ganapini, volontario da venti anni e referente dell'associazione Noi randagi che ha portato il gruppo a protestare ieri, martedì 29 novembre, in concomitanza con il  Consiglio Comunale. «Con questa manifestazione le associazioni di volontariato firmatarie del protocollo d'intesa chiedono all'associazione Una di adempiere agli obblighi che ha preso con il Comune e con tutta la cittadinanza – ha spiegato Ganapini – Tra le varie carenze che segnaliamo, una è prioritaria, e cioè garantire l'uscita in passeggiata a tutti i cani ospiti in canile, tutti i giorni. Inoltre si richiede che i cani siano seguiti anche con schede personali  e monitorati da un rieducatore professionista come richiede il bando». E poi la stoccata: «Si prenda in considerazione la risoluzione del contratto con Una».

La replica di Una: «Chi protesta è chi ha creato il caos»

Lo scorso febbraio l'associazione Una ha vinto il bando per la gestione del canile Monte Contessa. La commissione di gara, composta da un comitato tecnico scientifico, ha riconfermato la onlus che, dallo scorso settembre, ha in appalto anche il rifugio di Ovada. L'offerta è stata valutata sulla base di una proposta tecnica ed una economica. Per la prima volta a Genova aveva partecipato anche Enpa. L'associazione Una avrà in gestione il canile per 24 mesi più altri 24 di proroga.

Alla associazione Una è stato dunque assegnato sia il primo lotto (servizio di gestione della struttura – cura e custodia animali del Civico Canile), per 24 mesi per un importo complessivo di 732 mila euro (di cui 132mila euro di Iva), sia il secondo lotto (Servizio di gestione delle attività veterinarie del civico canile presso la struttura di Monte Contessa).

Il Comune, per i due anni, impiega quasi un milione di euro (980.880 euro, di cui imponibile Euro 703.500 ed IVA al 22% 154.770 euro). Come l'associazione gestisce il denaro è tutto a bilancio pubblico.

Le accuse dei volontari sono state respinte dalla presidentessa di Uomo Natura Animale, Gilda Guardascione: «Si sono verificati episodi in cui, per troppa disinvoltura, mancato rispetto delle regole di sicurezza i cani hanno morsicato volontari o visitatori – spiega – A fronte dell’ennesimo infortunio, Asl ha purtroppo ma legittimamente imposto vincoli all’uscita dei cani più problematici. Le persone che stanno scompostamente sbraitando per liberare i poveri cani sono gli artefici di questo problema. Mentre questi curiosi personaggi cercano di fomentare e gettare fango sulla nostra gestione, i nostri dipendenti e volontari cercano di dare attuazione alla direttiva Asl anche con la difficile adozione della museruola. Solo un approccio corretto di tutti i volontari delle altre Associazioni potrà portare ad una soluzione a tali problemi e ribadiamo: i volontari che operano in canile e meritevolmente si occupano di questi cani devono essere persone preparate, coscienziose e responsabili. E devono approcciarsi a questi cani considerando le proprie capacità fisiche. Diversamente i provvedimenti oggi in vigore non potranno che persistere o aggravarsi».

Le mosse del Comune: controlli e sanzioni ai gestori

Prima della protesta sotto palazzo Tursi, l'assessore agli Animali del Comune di Genova Francesca Corso ha ricevuto le associazioni firmatarie del Protocollo d'intesa: «È stato un incontro proficuo per fare il punto sulle azioni che come amministrazione stiamo portando avanti con il comune obiettivo di garantire i massimi standard di benessere per gli animali», ha dichiarato all'uscita l'assessore rivelando di aver già inviato controlli in canile e sanzionato i gestori per alcune inadempienze.

«Sul garantire il benessere degli animali siamo in pena sintonia con le associazioni firmatarie del Protocollo d’Intesa per il canile Monte Contessa che ho voluto incontrare condividendone le preoccupazioni e volendole rassicurare sul fatto che la situazione da loro denunciata è già alla nostra attenzione. Infatti, nell’ambito dei controlli già eseguiti e che proseguiranno con regolarità, nel civico canile abbiamo riscontrato alcune difformità e possibili inadempienze nell’esecuzione del servizio rispetto a quanto previsto dal contratto con il gestore, in particolare sul fatto che non tutti i cani vengono condotti all’area di sgambo con cadenza giornaliera. Abbiamo già provveduto a contestare le inadempienze al gestore che ha 15 giorni per risolverle. Nel frattempo, continueremo a monitorare la situazione».