Il Comune di Erba approva un regolamento per la tutela degli animali e le guardie zoofile dell’Oipa fanno il loro lavoro: iniziano a far rispettare quanto disposto dall’ente andando in giro e formando i pet mate. Ma questo non è piaciuto al Sindaco della cittadina comasca, Veronica Airoldi, che ha chiesto al comandante della Polizia locale di «congelare» la convenzione tra l’ente pubblico e l’associazione di volontariato per discutere i confini della loro attività. L’Oipa, a tutto questo, non ci sta.

Il vice coordinatore nazionale delle guardie zoofile, Alessandro Piacenza, racconta a Kodami che il Comune è fresco di approvazione (lo scorso ottobre) del nuovo regolamento comunale. Le guardie dell'associazione che, tra l’altro, agiscono sulla base di un decreto del prefetto di Como e non del Comune, «a quanto pare sono state troppo solerti» e «senza applicare sanzioni sono andate in giro a fare informazione e formazione». «Il problema – aggiunge il vice coordinatore – è che le persone non erano abituate a rispettare le disposizioni previste, come avere con sé una museruola anche per i cani di piccola taglia per usarla all’occorrenza ad esempio. Forse qualcuno è andato a lamentarsi dal Sindaco?  C’è stato un incontro tra la nostra coordinatrice e il comandante della polizia locale: ci hanno detto di aspettare una pec dove diranno come interpretano la convenzione».

Atto di convenzione o no, sta di fatto che le guardie zoofile di Oipa agiscono sulla base del mandato del Prefetto per rispettare la normativa sui diritti degli animali. Quindi, nel Comune di Erba, sono tenuti a far applicare anche il regolamento che ha visto il via libera da parte del Consiglio comunale. «Aspettiamo la loro comunicazione, intanto stiamo valutando almeno un diritto di replica perché le dichiarazioni fatte potrebbero essere viste come un’offesa al nome dell’Oipa. Certo è che se ci chiedono di chiudere un occhio o di occuparci solo della raccolta delle feci noi rescinderemo dalla convenzione, perché questo non è il fare il bene degli animali – aggiunge Piacenza – Le nostre guardie sono comunque pubblici ufficiali con funzioni di polizia giudiziaria e non abbiamo bisogno di una convenzione per sanzionare: abbiamo un decreto rilasciato dalla Prefettura».